Iccrea: Un altro decreto a vantaggio di banchieri e finanzieri

Ecco un’altra norma a vantaggio di banchieri e finanzieri: l’espropriazione degli immobili esigibile dopo 18 rate insolute anche se non continuative (all’inizio la proposta era di 7 rate). Nel silenzio più assoluto la norma stava arrivando alla soluzione e solo negli ultimi giorni, milioni di persone ne hanno avuto notizia.

Eppure la direttiva europea era a conoscenza di tutti i partiti politici, ma, preventivamente, nessuno ne ha parlato e fatto una battaglia per tempo.

Come sempre il governo si mostra affamato di visibilità nel licenziare provvedimenti più popolari agli occhi dell’opinione pubblica ( vedi gli 80,00 euro in busta paga ) mentre sparisce letteralmente quando gli stessi provvedimenti comportano un “deficit” di popolarità con conseguente perdita di capitale politico ( leggi voti).

L’intenzione del governo e’ quella di rendere la norma operativa con urgenza e la data probabile del 21 marzo diventerà’ (salvo posticipazione) la data limite, dispositiva per i futuri contratti di mutuo stipulati pro rata. Dicono che in fondo il testo unico bancario prevede già questa regola, però’, non evidenziano la gravissima differenza rispetto al passato, l’esproprio dell’immobile immediato, nella prassi del passato ci volevano circa 7 anni per la procedura di esproprio ( inoltre era prevista la possibilità di conciliazioni su proposta del giudice) adesso diventa un dispositivo di urgenza, emesso dalle banche stesse e non dal giudice.

Questa Norma, siamo sicuri, come al solito non colpirà i grandi proprietari, o chi dell’elusione e la furbizia se ne fa vanto e ricchezza, ma, invece, colpirà i lavoratori, i disoccupati e pensionati che si trovano con evidenti difficoltà in un determinato periodo della loro vita ( per i mutui a 30 anni è possibile, prevedibile anzi certo che un 5% , nell’arco della vigenza del mutuo, possa trovarsi in difficoltà a pagare le rate stesse del mutuo) e quindi anche i 18 mesi alla fine risultano insufficienti .

Adesso con la stipula dei nuovi mutui, le parti senza obbligo (le banche lo imporranno) possono decidere di “saltare” le procedure esecutive giudiziarie, estinguendo il debito attraverso il trasferimento del bene (fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza) e la restituzione dell’immobile, quale oggetto di garanzia reale. I proventi della vendita del medesimo bene deve comportare, innanzitutto, l’estinzione del debito (e meno male altrimenti i banchieri si prendono anche la vita). Insomma in pochi mesi si prendono tutti i sacrifici di una vita e vale sempre anche nel caso in cui il mutuo fosse prossimo all’estinzione ( con rate pagate al 99%), insomma il tuo diritto diventa nullo. Lo squilibrio e’ evidente e a tutto vantaggio della banca o della finanziaria.

Le banche italiane ne avranno i benefici a tutto svantaggio della comunità, è successo da poco tempo per le obbligazioni subordinate. L’affare ha diverse convenienze: espropriare i legittimi proprietari in difficoltà’ economiche che significa recupero immediato di liquidità e rafforzare la finanziarizzazione delle banche.

Infatti, l’ obiettivo è: smobilizzare l’enorme patrimonio immobiliare Italiano troppo parcellizzato (perché in mano a singoli proprietari) ed accentrarlo in società specializzate, ampliare la possibilità’ di disponibilità di credito da cartolarizzare, creare strumenti derivati aggiuntivi da immettere sul mercato con un rating migliore grazie ai beni immobiliari, che hanno un valore reale sicuro, queste sono tutte leve di guadagno sicuro per le banche. Inoltre, esiste un altro rischio, l’instabilità del mercato immobiliare italiano e, quindi, la penalizzazione di chi ha già un mutuo o è già proprietario di una casa quindi la svalorizzazzione, probabile in una prima fase, del proprio immobile, per effetto di questo processo (alla stregua di quello che è successo in altri paesi) non è da scartare. Insomma, con questa operazione, l’ennesima, le banche hanno un vantaggio a breve ed uno a lungo termine di enormi proporzioni. E noi come dipendenti del settore e come lavoratori che hanno bisogno dei mutui per acquistare casa, siamo nettamente contrari al decreto e diciamo: GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE CASE.

Roma, 4 Marzo 2016

Photo by Images_of_Money

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