Per diversi anni la CES si è rifiutata di inquadrare il dibattito sul cambiamento climatico come una scelta alternativa tra la tutela per l’ambiente, e un’economia inclusiva che crea occupazione.
Il mantenimento e la creazione di posti di lavoro di qualità e la protezione ed il rafforzamento del modello sociale europeo restano le nostre priorità assolute, ma, allo stesso tempo, il contenimento del riscaldamento globale sotto la soglia dei 2 gradi soddisfa sia i requisiti di base per la protezione dell’ambiente, che la necessaria solidarietà verso le persone vulnerabili e le generazioni future.
Il movimento sindacale non è ambiguo a questo proposito. In questo periodo di crisi economica,
mesi prima che siano adottate scelte politiche cruciali, che influenzeranno il futuro dell’Unione Europea e del pianeta, la CES ribadisce con forza che l’unico modo possibile di conciliare le due ambizioni è una “giusta transizione”.
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