Basta con lo scaricabarile, quale futuro per la BPB ?

3 - Fisac Cgil

Dopo le esternazioni dell’AD della Capogruppo e del nostro Presidente, giunge l’inusuale giudizio del Collegio Sindacale con deprecabili affermazioni sui dipendenti.
A sentir loro quasi quasi la colpa è dei dipendenti…. e non piuttosto di un’azienda che non ha variato di una virgola i suoi prodotti e la sua offerta alla clientela, che non investe ancora in tecnologie e formazione , ma che risolve tutto spazzando via gli over50 e bruciando risorse giovani per non averle formate e valutate correttamente.

Condanniamo le affermazioni denigratorie nei confronti dei lavoratori della Banca Popolare di Bari e la dichiarata necessità di “riportare il senso di legalità” e denunciamo l’assenza di lungimiranza strategica.

Le affermazioni denigratorie incidono negativamente sull’’immagine già compromessa della Banca e su i suoi lavoratori con la conseguenza di incrinare ulteriormente i rapporti con la clientela e gli azionisti.

Queste Organizzazioni sindacali ribadiscono con forza che la ricerca delle “responsabilità” è già in corso nelle sedi opportune e che non possono essere affibbiate responsabilità di sorta con processi sommari nei quali al malcapitato di turno si attribuiscono le colpe della mancanza di organizzazione, della scarsa sicurezza, della assenza di tecnologia, ecc ecc… Piuttosto, si rifletta sulla considerazione che, nonostante il vorticoso valzer dei Manager accuratamente selezionati dall’attuale proprietà, la tanto attesa svolta non si appalesa ancora neppure a questo “tour”.

Finora la politica di riduzione dei costi è ricaduta sulle tasche e sui sacrifici dei lavoratori della Banca e sulle condizioni di sicurezza e di igiene degli ambienti di lavoro, mentre incomprensibilmente l’altra mano ha elargito riconoscimenti e cospicue liquidazioni ed attuato scelte incidenti sul rapporto cost/income e incoerenti con le restrizioni richieste a più voci anche in Commissione Banche.

Sui media si parla di un Piano Industriale che ancora oggi non ci è stato presentato e non sono state avviate le imprescindibili procedure previste dal CCNL: tale condizione segna più di una preoccupazione per sindacati e lavoratori che, al contrario di quanto prospettato nelle linee guida presentate lo scorso 21 marzo, non vedono ancora alcuna strategia di lungo respiro. Risultano essere stati messi in campo solo interventi random, con svuotamento di funzioni in capo alla BPB, interventi pertanto in contraddizione con la riorganizzazione di una Banca funzionalmente autonoma e quindi di una Banca per il rilancio del Sud, il cui mandato ad oggi risulta se non disatteso certamente non avviato.

Se non dobbiamo dimenticare il contesto di mercato in cui ci si muove e le nuove situazioni di tensioni che rendono sempre più difficile la ripresa, oltre a filiali con personale numericamente insufficiente, certamente non possiamo accettare il comodo ritornello dei dipendenti inadeguati e disamorati a fronte di un continuo turn over di scelte dirigenziali e programmatiche che fino ad ora non hanno prodotto risultati tangibili.

Peraltro sembrerebbero tornare alcune indicazioni ed azioni allontanate da tempo, messaggi e condizionamenti che riportano al passato, velate minacce di trasferimenti e di contestazioni disciplinari che poco avrebbero a che fare con una scelta libera e negoziata con alcuni colleghi. Se questo è il nuovo – e ci auguriamo di no – le scriventi OOSS lo contesteranno in tutte le sedi opportune.

Non superfluo ricordare che il rispetto di norme e regole è presupposto irrinunciabile per un aperto e leale confronto con le rappresentanze sindacali che chiedono l’immediato avvio della discussione sul Piano Industriale annunciato, precisando che non si potrà prescindere da una condivisione sia dell’analisi effettuata sia delle soluzioni proposte affinché si possano trovare gli strumenti più adeguati per raggiungere gli obiettivi di rilancio economico e sociale di una Banca del Sud.

Mentre scriviamo apprendiamo da un comunicato stampa aziendale delle dimissioni del Presidente, ulteriore elemento di preoccupazione e di incertezza sul destino della banca unitamente alle dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Bari, 28 aprile 2022

Le Segreterie di Coordinamento
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

Banca Popolare di Bari

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