Da Repubblica Genova
Cara Repubblica l’intero settore del credito sta subendo un profondo processo didestrutturazione cheva avanti da anni e che sta stravolgendo – nei numeri e nel contenuto – il ruolo delle banche e la funzione sociale che dovrebbero svolgere. Questo processonon ha solo come obiettivo l’aumento dei profitti unicamente attraverso la leva della riduzione dei costi nel suo complesso (salari, esuberi, esternalizzazioni ecc.), ma anche quello di eludere i fattori di rischio connessi intrinsecamente all’attività bancaria (riduzione degli impieghi e cessione in blocco degli NPL, non performing loan).
Il sistema bancario italiano, per migliorare il rapporto costi/ricavi, sta agendo quasi esclusivamente sui primi. Questo il contesto in cui nasce la situazione di Monte dei Paschi di Siena dove, il prossimo 24 settembre, le lavoratrici ei lavoratori sciopereranno enoi saremo al loro fianco. Fonti aziendali (non ancora del tutto ufficializzate), indicano un’uscita di 6 -7 mila dipendenti a livello nazionale sui 21mila attuali (dicuicirca duecento in Liguria). Questa del Monte dei Paschi è una delle tante vertenze italiane che dimostrano come chi lavora sia sempre sotto attacco. Prova ne è, da ultimo, l’orientamento del governo circa il venir meno della copertura economica nei casi in cui si fosseobbligati alla quarantena causa Covid. Non è accettabile che il prezzo della pandemia venga fatto pagare a chi lavora e paga letasse. La Cgil è in prima linea tutti i giorni per contrastare queste derive. Di fronte a tutto ciò, oggi come ieri, sono fondamentali l’unità e la compattezza di lavoratrici elavoratori.
Nessuno si salva da solo.Quanto a Carige, va chiarito che èuna realtà presente in 13 regioni. Vale la pena sottolinearlo perché
troppo spesso si parla del Gruppo come di una banca ligure, mancando di rispetto a colleghe e colleghi di altri territori e sminuendo il portato della nostra questione che non è, per l’appunto, locale bensìnazionale e coinvolge migliaia di famiglie. Ciò detto, probabilmente, il nostro futuro verrà definito non prima della soluzione del caso MPS, ma, in attesa che ciò avvenga, vogliamo essere chiari con tutti, con la proprietà econ le istituzioni:non accetteremo speculazioni sulla nostra pelle né a danno dei cittadini. Il Gruppo Carige, a fine 2011, contava 5.969
dipendenti. Al 31/12/2020 3.615.Un dato che si commenta da sé. Ed è questo un aspetto che lo stesso segretario generale Cgil rizi Landini sta mettendo al centro del dibattito pubblico relativamente al cosiddetto risiko bancario, e cioè che le scelte devono essereindustriali edilungoperiodo, con prospettive solide.Per far sì chetutto ciò siapossibile è necessaria una visione d’insieme di cui la politica deve farsi carico, perché non sipuò accettare che vengano fatti interventi pubblici più o meno mascherati senza che vengano posti vincoli alle aziende sulle finalità degli investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali e dei presidi territoriali, e la salvaguardia evalorizzazione delle professionalità.
*ResponsabileNazionale Gruppo Carige Fisac Cgil