Carige: il Governo intervenga mettendo al centro il valore di chi lavora

Dichiarazione congiunta di Nino Baseotto, Segretario Generale e Cinzia Ongaro, Segretaria nazionale, Carlo Gallinotti e Sabrina Marricchi della segreteria di coordinamento aziendale Carige.

La situazione del Settore Bancario Italiano riflette lo stato di difficoltà e incertezza del nostro Paese; importanti operazioni di acquisizione sono state perfezionate, aggregazioni e OPA sono all’ordine del giorno.

Tutto questo dimostra la necessità di potenziare la capacità degli Istituti bancari per fronteggiare la pesante situazione sociale, economica e finanziaria.

Come Fisac CGIL chiediamo che il Governo prenda in mano le situazioni più critiche del Sistema, fra cui Banca CARIGE e Banca Monte dei Paschi di Siena e  apra un confronto di merito con le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Siamo invece per operazioni di Sistema, di ampio respiro e che mettano al centro il valore di chi lavora, del risparmio e del territorio con l’obiettivo di rendere più forte il sistema bancario italiano nel contesto globale e comunitario.

Urgono decisioni che diano al Settore Bancario un forte indirizzo strategico e che siano in grado di determinare scelte industriali da parte delle singole Aziende, come nel caso di Carige, che non rendano vani sacrifici di anni e anni fatti a tutela del territorio, dell’Azienda stessa e dei dipendenti.

Gli articoli di stampa di questi ultimi giorni ci impongono, come Fisac CGIL nazionale e aziendale, di ribadire che qualunque operazione dovesse trovare attuazione questa dovrà salvaguardare i livelli occupazionali, le professionalità dei dipendenti, la presenza nei territori in cui insiste il Gruppo Carige e la tutela dei risparmiatori.

Per tutte queste ragioni, abbiamo difficoltà ad immaginare scenari che mettano assieme singole situazioni problematiche, come se fusioni di realtà diverse, ma accomunate da profonde crisi che perdurano da anni, fossero l’unica via praticabile per salvarle.

Siamo invece per operazioni di Sistema, di ampio respiro e che mettano al centro il valore di chi lavora, del risparmio e del territorio con l’obiettivo di rendere più forte il sistema bancario italiano nel contesto globale e comunitario.

Occorre che lo Stato svolga la sua funzione di indirizzo strategico e di garante, di stimolo affinché le Aziende agiscano perché il Paese, nel suo complesso, ne esca rafforzato e non frammentato. Se il Settore Bancario vuole restare la colonna portante e aiutare la ripresa, deve agire in modo solidaristico e con una visione d’insieme che guardi al medio lungo periodo e non al particolare .

Rischiare di perdere Banche che supportano l’economia reale, in un momento così drammatico, sarebbe, a nostro avviso, una perdita di valore che non possiamo permetterci.

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