
La scelta di Saviotti, Faroni e De Angelis – che hanno volontariamente detto no al sistema incentivante per il 2013 – replica quindi la decisione che era già stata assunta lo scorso mese di settembre relativamente alla rinuncia dei bonus 2012.
Una decisione avvenuta in epoca antecedente alle disposizioni emanate dall’Autorità di Vigilanza in materia di politiche di remunerazione e incentivazione negli istituti di credito.
Nelle indicazioni del governatore Ignazio Visco a dire il vero c’era anche la richiesta di «particolare prudenza» per le banche il cui indice patrimoniale si allontani di livelli richiesti. Tuttavia, nonostante il risultato negativo, la solidità patrimoniale di Banco Popolare non sembra destare preoccupazioni. Anzi. Il Core Tier 1 Ratio è pari al 10,1%, in netto rialzo rispetto al 7,1% di inizio anno. Il miglioramento dei coefficienti si fa però anche con i risparmi. E con il sistema bancario alle prese con la riduzione degli oneri operativi (anche Banco Popolare ha visto scendere i costi del personale del 7,3% tra il 2011 e il 2012) un pensiero va ai colleghi meno fortunati. Così Saviotti, Faroni e De Angelis, oltre a tagliarsi i bonus, hanno aderito con altri manager all’erogazione del contributo del 4% sulla retribuzione annua da destinare al Fondo per l’occupazione giovanile come previsto dall’accordo stipulato tra l’Abi e i sindacati in occasione del rinnovo del contratto nazionale dello scorso anno.
Was this article helpful?
YesNo