Dopo quasi quattro anni di frequentazione di aule di tribunali, si chiude positivamente la vicenda di due colleghe e due colleghi, tutti dirigenti sindacali presso la Banca di Credito Cooperativo di Canosa-Loconia, licenziati nel 2016.
La vicenda ha inizio con l’attivazione, da parte della Bcc, di una procedura ex art. 22, parte terza, del CCNL del Credito Cooperativo, per la fuoriuscita di ben 10 dipendenti. La nebulosità sia nell’informativa consegnata dall’azienda alle Organizzazioni Sindacali sia nelle argomentazioni dei vertici della Bcc, non consentono la prosecuzione della trattativa che si chiude senza accordo il 25 luglio del 2016 presso Federcasse.
Qualche mese dopo 4 dipendenti, i rappresentanti sindacali che si erano esposti nel corso delle trattative, vengono licenziati per “giustificato motivo oggettivo”.
La vertenza sindacale portata avanti con impegno e fermezza dalla Fisac Cgil e le altre organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di categoria riporta tutto nel solco della tutela e si chiude positivamente: il 10 febbraio 2020, il Giudice del Tribunale di Trani dichiara l’illegittimità dei licenziamenti e ordina alla Banca di reintegrare immediatamente nel posto di lavoro i dipendenti.
E’ una grande e schiacciante vittoria per l’affermazione dei diritti, dopo un percorso lungo e tortuoso e, soprattutto, doloroso per i quattro colleghi interessati.
IL Coordinamento Regionale Credito Cooperativo FISAC CGIL Puglia
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