TRAPANI
Leggiamo stranamente a firma Fabi una lettera aperta che fa riferimento all’accordo del 20 giugno 2016 arrogandosi il diritto ad effettuare verifiche sullo stesso. Però siccome bisogna avere buona memoria, occorre ricordare che la Fabi in quella stessa sessione di trattativa ha abbandonato il tavolo insieme a Fisac e Uilca non perché, come noi, non avesse a cuore le buone sorti della Banca, ma soltanto perché non ne condivideva alcuni contenuti, pretesi dalla controparte, che danneggiavano soprattutto i lavoratori più giovani.
Purtroppo questo succede a quei sindacalisti che si riconoscono in valori e impegni personali e che, sovente, cambiano le insegne di rappresentanza a seconda di come gira il vento.
E’ vero che nella dialettica di ogni giorno ci si può anche scontrare duramente e, qualche volta, possono volare anche parole grosse dettate appunto da una quotidianità che magari va oltre le relazioni sindacali e rimane inficiata da questioni personali, questo però non da il diritto a nessuno ad ergersi quale paladino dei diritti e “difensore della patria” a maggior ragione firmandosi come rappresentante sindacale di una sigla che non ha sottoscritto quell’accordo.
La Fisac pratica da sempre la ricerca dell’unità sindacale a tutti i livelli di rappresentanza, convinti come siamo che solo dall’unità dei lavoratori e delle lavoratrici può derivare la vera forza contrattuale.
Lo abbiamo dimostrato sempre e ancora di più in questa occasione facendo sì che i vantaggi venissero offerti a tutti, perché uguale lavoro deve prevedere uguale riconoscimento economico, visione questa condivisa dall’azienda.
Riteniamo che la trasparenza e la coerenza siano i migliori principi nella conduzione di ogni azione politica e i nostri impegni ed i nostri valori sono scritti nello Statuto della Fisac e della Confederazione Generale Italiana del Lavoro i cui oltre sei milioni di iscritti continuano ad affidarci il loro mandato.
Antonello Incagnone
Segretario Provinciale Fisac Trapani