Banca Carige: risposta ai Commissari


Ieri sera, al ritorno da Milano dove  si è  svolta la  conciliazione prevista  dalla  normativa sul  diritto di sciopero, abbiamo appreso dalla stampa che i Commissari hanno inviato ai dipendenti una lettera nella quale annunciano che il fondo “Apollo” ha formalizzato una proposta di ricapitalizzazione della Banca e che questa proposta è stata “prontamente messa a disposizione dei regolatori, del Fitd e degli azionisti di riferimento”.

I Commissari ci fanno sapere di aver lavorato intensamente. Ci pare giusto far sapere loro che anche le colleghe e i colleghi, in ben altre condizioni, stanno lavorando da almeno sette anni per continuare ad assicurare la permanenza dell’azienda sul mercato, per dare risposte alla clientela e per garantire il loro futuro e quello delle loro famiglie. Ma non ci pare che a questo impegno corrisponda la necessaria attenzione aziendale alle loro condizioni di lavoro.

Noi non conosciamo il contenuto della “proposta Apollo”, se non per quello che è riportato nella lettera, dove si dice che il piano industriale e i progetti di ricapitalizzazione sono improntati alla valorizzazione del “rapporto con la piccola-media impresa, con gli operatori minori e con le famiglie” e si nega la volontà di trasformare la banca in “una piccola boutique” che si occupa prevalentemente di gestione di patrimoni.

Naturalmente potremo fare valutazioni più accurate solo quando conosceremo nei dettagli il progetto presentato, ma possiamo già dire oggi che tutto quello che è stato fatto e si sta facendo in applicazione del piano industriale presentato a febbraio a nostro avviso è in contraddizione con quanto affermato.

Solo per citare alcuni esempi:

  • L’unico strumento che all’interno della banca erogava credito ai privati e alle famiglie su tutto il territorio nazionale – Creditis – è stato ceduto qualche mese fa a un soggetto
  • Da diverse settimane si evocano in azienda chiusure di svariate decine di filiali, peraltro previste anche dal piano Contemporaneamente, domani 27 giugno sarà inaugurata a Roma una nuova filiale di Cesare Ponti, finora assente dalla capitale, che si occuperà esclusivamente della gestione di patrimoni rilevanti. E si tratterebbe solo della prima di una serie di aperture già annunciate su tutto il territorio nazionale. Ovviamente il rilancio della Ponti – cosa che abbiamo da sempre sollecitato – sarebbe di per sé un fatto positivo, purché avvenga acquisendo nuovi clienti sul mercato e non cannibalizzando quelli di Carige.
  • Non abbiamo notizie di iniziative volte a valorizzare il rapporto e a fornire il sostegno alle piccole e medie imprese del Al contrario proseguono le cessioni dei crediti dubbi, con ciò rinunciando alla possibilità di recuperare posizioni in difficoltà dietro le quali ci sono famiglie e imprese.

Come abbiamo già ripetuto in molte occasioni, noi non esprimiamo giudizi sui soggetti che sono interessati ad acquisire pacchetti azionari di Banca Carige, ma crediamo che interessi molto a tutti i dipendenti sapere quale sarà il futuro di questa azienda e con quali prospettive. Per questo continueremo ad opporci a qualsiasi progetto che metta a rischio la continuità aziendale e prefiguri l’espulsione di migliaia di dipendenti e continueremo con le iniziative nel frattempo intraprese. Nei prossimi giorni comunicheremo le modalità e le date di tali iniziative.

 

Genova, 26 giugno 2019

Le Segreterie di Coordinamento Gruppo Banca Carige
FABI   –   FIRST/CISL   –   FISAC/CGIL   –    UILCA    –   UNISIN

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