Il 6 giugno abbiamo vissuto una giornata intensa e particolare, che resterà a lungo nella nostra memoria. Siamo state a fianco di Valentina Belvisi, una giovane donna delicata e coraggiosa insieme, che si è costituita parte civile nel processo che ha visto il padre, Luigi Messina, imputato per l’assassinio della madre, Rosanna Belvisi.
La sentenza di 1° grado si è conclusa con la condanna a 18 anni di reclusione, invece dei 30 richiesti dalla Procura. La sentenza ha rigettato l’aggravante della crudeltà, nonostante le 29 coltellate inferte sul corpo di Rosanna per mano del marito, a cui sono stati concessi i benefici dello sconto di pena previsti per il rito abbreviato.
Il 6 giugno il Tribunale di Milano si è pronunciato sul ricorso in appello, presentato dalla Difesa, per ottenere un ulteriore sconto di pena. Valentina ha voluto presenziare alla sentenza, chiedendo giustizia in nome della madre e sostegno in nome di tutte le donne che subiscono violenza.
L’Associazione Libere Sinergie ha raccolto l’appello di Valentina e ha promosso il presidio, a cui ha aderito il Centro Donna della Camera del Lavoro di Milano, insieme alla Funzione Pubblica CGIL dell’INPS di Milano Fiori, dove Rosanna lavorava e a seguire associazioni, centri antiviolenza e movimenti presenti sul territorio.
Anche noi abbiamo fatto la nostra parte per farle sentire la nostra presenza, con le nostre voci e i nostri cartelli, per non lasciarla sola, per darle tutto il nostro sostegno, cercando nel frattempo di sensibilizzare la cittadinanza sulla violenza contro le donne.
La sentenza d’appello ha confermato la condanna a 18 anni di reclusione senza concedere ulteriori sconti di pena.
Valentina ha dato una lezione di coraggio a tutte noi e ha catalizzato attorno a sé l’energia di donne e associazioni molto diverse tra loro, stavolta unite al grido di “Siamo tutte Valentina!”
Coordinamento Donne Fisac Cgil Milano e Lombardia