Donne Lombardia: buon compleanno alla Legge 194, ai suoi primi 40 anni

Fino al 1978 l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese era un reato penale. Le donne chedecidevano di abortire e i soggetti che causavano l’aborto finivano in carcere con pene variabili da sei mesia dodici anni. Furono necessari anni di battaglie politiche e pubbliche, arresti e autodenunce perché il 22

maggio di quarant’anni fa il Parlamento arrivasse ad approvare la Legge 194, con la quale si riconosceva il diritto della donna ad interrompere la gravidanza indesiderata, in modo gratuito e nelle strutture pubbliche. La Legge ha interrotto le pratiche, denunciate a suo tempo dall’Unesco, dei cosiddetti “cucchiai d’oro”, ginecologi che facevano abortire le donne in maniera clandestina previo lauto compenso e delle più economiche mammane, “donne che aiutavano le donne” con l’infuso di prezzemolo, che provoca emorragie e con i ferri da calza; senza sicurezza, senza competenza, senza sapere come affrontare le complicazioni. La 194 continua tuttavia ancora oggi ad essere discussa e osteggiata non solo sul piano ideologico-culturale, ma anche giuridico. Nonostante un referendum nel 1981 e 35 ricorsi per presunta incostituzionalità, il suo impianto ha complessivamente retto agli attacchi, con buona pace dei suoi detrattori…

Leggi tutto il nuovo numero di: Punti di svista 1 – 2018

Was this article helpful?
YesNo

    Questo articolo ti è stato utile No

    Pulsante per tornare all'inizio
    error: Content is protected !!