Come sapete si è tenuto ieri pomeriggio il tavolo di confronto con il Ministro Poletti sui temi delle politiche per il lavoro, che ha ripreso i temi di confronto sul mercato del lavoro e le politiche attive su cui si era ripreso il confronto politico alla fine del mese di luglio u.s..
L’ incontro, che ha affrontato molteplici argomenti e che proseguirà con alcuni tavoli di approfondimento anche in sede tecnica su alcune tematiche (ammortizzatori, definizione decreti su livelli essenziali delle prestazioni, linee guida su accreditamento e situazione dei Centri per l’impiego, assegno di ricollocazione e definizione della offerta congrua e strumenti di politica attiva per la gestione delle crisi, sostegno alla occupazione giovanile) si è sviluppato su alcune tematiche, che vi indichiamo “per blocchi” come proposte nella discussione dal Ministro Poletti.
La discussione e le proposte del Ministero sono state tutte a carattere generale, senza alcuna indicazione delle risorse a disposizione, in particolare per gli interventi che dovranno trovare risposta nella Legge di Stabilità.
Eventuali indicazioni delle poste economiche a disposizione e delle valutazioni del Governo sulle stesse, saranno infatti possibili, come specificato dal Ministro solo dopo la presentazione della Nota di aggiornamento al DEF.
Su ognuna di queste tematiche abbiamo espresso valutazioni e chiesto precisazioni.
In generale, pur misurando alcune differenze di valutazione sulle singole misure, abbiamo unitariamente rimarcato la necessità di esprimere un giudizio compiuto una volta che saranno anche disponibili le risorse a disposizione e in relazione agli altri capitoli di intervento (rinnovo contratto pubblico impiego, vertenza previdenza, welfare e sanità, misure fiscali).
Abbiamo altresì apprezzato la volontà e la disponibilità al confronto sulle scelte da intraprendere.
Oggetto del confronto sono stati:
- Politiche attive e infrastrutturazione della Rete
- Giovani e occupazione
- Ammortizzatori
Politiche attive
Sotto questo titolo sono state discusse 3 questioni.
La prima riguarda la volontà, da noi più volte sollecitata, di giungere ad una soluzione definitiva e strutturale della situazione dei Centri per Impiego.
Il Ministro ha evidenziato l’impegno attiva di chiudere in breve tempo l’accordo con la Conferenza Stato Regioni per trasferire il personale alle dipendenze delle Regioni, stabilizzare i precari e procedere con il Piano di rafforzamento dei CPI con 1600 unità aggiuntive con le risorse del PON SPAO e del PON Inclusione.
L’accordo dovrebbe riguardare anche la definizione dei decreti sui livelli essenziali delle prestazioni, l’accreditamento e le risorse economiche, anche relativamente alle spese di funzionamento.
Sul decreto sulla offerta congrua il Ministero ha dato disponibilità ad aprire un confronto anche con le OO.SS. con l’obiettivo di migliorare le attuali previsioni legislative in merito, al fine di rafforzare anche la strumentazione a sostegno delle ricollocazioni.
Al netto della necessità di fare una valutazione più puntuale dei contenuti dei decreti e della necessità di conoscere nel dettaglio numeri e tempistiche dell’intervento sui CPI, abbiamo unitariamente apprezzato la dichiarata volontà di invertire una tendenza al disinvestimento in ambito pubblico, supportata dalla dichiarazione di considerare precondizione per la costruzione della rete delle politiche attive la presenza qualificata e stabile dei centri per l’impiego pubblici.
La seconda questione riguarda l’assegno di ricollocazione.
Su questo punto il Governo ha espresso nuovamente la volontà di passare da una fase sperimentale ad una strutturazione della misura, ma ha aperto alla disponibilità a fare un approfondimento sulle diverse criticità riscontrate in questi mesi, non ultima l’assenza di coordinamento con le Regioni, con l’obiettivo di rendere più credibile l’offerta congrua e coinvolgendo maggiormente gli operatori del sistema delle politiche attive.
La terza questione proposta riguarda la possibilità di attivare un assegno di ricollocazione attivabile nella gestione anticipata dalle crisi, assumendo come riferimento la proposta dall’avviso comune sottoscritto l’anno scorso fra CGIL CISL e UIL e Confindustria, avviso che a differenza della proposta avanzata al Ministero teneva insieme una serie di proposte coordinate e collegate fra di loro, come abbiamo avuto modo di rimarcare.
Lo strumento per il Governo sarebbe attivabile in aziende in cassa integrazione straordinaria, solo in presenza di un accordo fra le parti, sarebbe volontario, potrebbe essere accompagnato da incentivi a lavoratori e imprese ivi compreso l’utilizzo di quote residue di cassa integrazione in disponibilità dei lavoratori a fronte di una loro ricollocazione anticipata.
Premesso che la questione è complessa e richiede comunque anche una discussione con le controparti datoriali abbiamo evidenziato, nel dibattito, numerose questioni collegate, a partire dalla opportunità o meno di una sua introduzione in un sistema già molto disarticolato.
A ciò abbiamo aggiunto la necessità di evitare il rischio che lo strumento sia utilizzato dalle imprese per indebolire il ruolo sindacale nelle procedure di riorganizzazione, la necessità di collegare questa discussione a quella sugli ammortizzatori sociali, evidenziando come oggi le imprese abbiano maggior vantaggio a licenziare che non a riorganizzare con strumenti conservativi e come questo sia non solo inaccettabile per principio ma pericoloso in una condizione ancora di debolezza del nostro sistema produttivo, pur nella ripresa.
Giovani e occupazione
Su questo capitolo il Ministro ha espresso la volontà del Governo di agire su diversi fronti, più volti discussi durante gli scorsi mesi, non pensando ad un’unica misura a sostegno della occupazione giovanile ma ad una pluralità di interventi che abbiano al centro la valorizzazione del tempo indeterminato e la migliore connessione tra i sistemi di istruzione e formazione ed il mondo del lavoro.
Dentro questo ragionamento i punti proposti sono: la decontribuzione mirata per i giovani, l’avvio della nuova fase del programma Garanzia giovani, su cui ha nuovamente promesso un confronto con le organizzazioni sindacali, la stabilizzazione degli incentivi sull’apprendistato duale, il potenziamento degli ITS, la costruzione di strategie comuni con MISE e MIUR e l’ipotesi, da discutere collegata al tema degli incentivi per la digitalizzazione e l’automazione definiti dal MISE, della introduzione di una misura sulla formazione, quale il credito di imposta.
In particolare sulla decontribuzione ha introdotto l’idea di uno strumento permanente nel tempo, uno sgravio della durata di 2/3 anni, indicativamente del 50% per i giovani. E’ ancora aperta una discussione sull’età che il Governo punta ad avere il più alta possibile (32/35).
Sulla ipotesi di una riduzione strutturale del cuneo fiscale, per tutti i nuovi assunti, indipendentemente dalla età, non c’è all’orizzonte ancora nessuna possibilità.
Il Ministro ha poi confermato la volontà, non precisata nella strumentazione, di voler legare alla decontribuzione una norma che impedisca il licenziamento al termine degli sgravi.
Su questo capitolo il dibattito è stato chiaramente ampio, le preoccupazioni che abbiamo espresso sono molte e anche il primo giudizio ha sfumature diverse fra le organizzazioni sindacali.
Per parte nostra abbiamo rimarcato i nostri dubbi sullo strumento, se non collegato a politiche di investimento e di creazione della domanda di lavoro e a coerenti investimenti in campo della istruzione e della formazione, la preoccupazione circa il “cannibalismo” che questa strumentazione può determinare ad esempio sull’apprendistato (a maggior ragione in considerazione del fatto che il Ministro ha escluso la possibilità che la decontribuzione possa essere maggiormente selettiva in particolare riferendosi alla sola occupazione aggiuntiva), rimarcato il fatto che valorizzare il lavoro a tempo indeterminato significa per noi anche tornare indietro rispetto alla totale liberalizzazione del tempo determinato e operare un intervento forte e serio sull’abuso dei tirocini e degli stage.
Ammortizzatori
Il Ministro ha aperto la trattazione dell’argomento rimarcando la posizione più volte espressa in questi mesi.
Il Ministero mantiene, come dimostrato in questi mesi, una disponibilità a ragionare di interventi che affrontino le problematicità che sono state segnalate, senza tuttavia aprire alla modifica strutturale dell’impianto definito nel 148.
Al netto di una serie di questioni che in questi mesi abbiamo più volte segnalato al Ministero (lavoratori in 240, Naspi stagionali, LSU/LPU…….) come necessarie di ragionamento abbiamo concentrato le nostre valutazioni su 2 aspetti: i limiti e le problematicità del FIS e la necessità di modificare, ampliandone possibilità di utilizzo e limiti temporali, la cassa integrazione straordinaria.
Abbiamo segnalato in particolare la difficoltà nelle aree di crisi non complessa e il fatto che la cassa sia uno strumento che può evitare che si scarichi tutto sulla Naspi o sull’ADR, con l’evidente aumento della tensione sociale.
Su queste tematiche abbiamo come organizzazioni sindacali tensioni e anche priorità differenti, ma abbiamo segnalato comunque in modo unitario la necessità di un ragionamento che flessibilizzi maggiormente gli strumenti possibili e che sia certo è utilizzabile per le piccole e medie imprese.
Abbiamo riscontrato una importante apertura nei confronti del FIS su cui si attiverà un confronto specifico e il Ministro, pur ribadendo l’impossibilità dal suo punto di vista di un intervento generalizzato per tutti come avvenuto l’anno scorso sulle aree di crisi complessa, ha detto di essere disponibile ad una riflessione sulle tematiche da noi proposte, valutando tuttavia quale possibilità risposte collegate alle singole situazioni, fermo restando il coinvolgimento delle Regioni e nell’ambito nelle risorse in loro disponibilità.
Nei prossimi giorni continueremo il confronto di merito tecnico sugli aspetti più delicati del confronto, mentre dovrebbe essere definita una nuova data di confronto in sede politica, anche con i Segretari Generali.
Naturalmente l’insieme delle questioni e delle proposte che si concretizzeranno anche a seconda delle risorse a disposizione e del confronto più ampio con il Governo sulle misure della legge di stabilità, saranno oggetto di una valutazione politica più complessiva, anche per definire le iniziative che riterremo opportune per sostenere le nostre proposte.
Sarà nostra cura mantenere un continuo aggiornamento sull’andamento del confronto, su cui comunque valutiamo opportuno anche prevedere momenti di approfondimento con le strutture nei prossimi giorni.
Rosario Strazzullo – Coordinatore Area Contrattazione
Tania Scacchetti – p. la Segreteria