Hypo Bank comunica il licenziamento di 110 persone

La Direzione Generale di HYPO Alpe-Adria-Bank S.p.A. nel tardo pomeriggio di ieri ha comunicato ai Rappresentanti Sindacali Aziendali quanto deciso dal Consiglio di Amministrazione:

  • la cessione di sette filiali (Bergamo, Brescia – via Triumplina, Brescia – piazza della Vittoria, Verona, Vicenza, Schio e Modena) con i 34 dipendenti e del portafoglio mutui in bonis alla Banca Valsabbina;
  • l’avvio della procedura di licenziamenti collettivi ai sensi della Legge 223/1991.

Pertanto, le decisioni del Consiglio di Amministrazione non hanno tenuto alcun conto delle indicazioni per la risoluzione della crisi di HYPO Bank emerse al Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), alla presenza dei rappresentanti delle Regioni interessate.

Oggi, abbiamo ricevuto la lettera di avvio della procedura che prevede il licenziamento di 110 persone su 280 occupati, di cui 82 nella rete commerciale e 28 nella Direzione Centrale.

Lunedì prossimo 12 settembre saremo presenti al tavolo di crisi nazionale riconvocato dal MiSE, allargato al Ministero degli Esteri, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso la UE.

Non possiamo non rilevare come questa accelerazione condizioni in maniera pesante il confronto presso il MiSE, dal quale ci attendiamo quindi un intervento deciso ed immediato che realizzi per tutti i dipendenti di HYPO Bank la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Convocheremo nei primi giorni della prossima settimana le assemblee dei lavoratori.

Le Rappresentanze Sindacali Aziendali

FABIFIRST-CISLFISAC-CGIL

160909 CU HYPO L 223

Articolo di stampa:

Hypo Bank, Serracchiani: da proprietà uno schiaffo istituzionale

“Quello della proprietà di Hypo Alpe Adria Bank e’ uno schiaffo istituzionale inacettabile e un attacco alla libertà di mercato”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando la decisione dei vertici della banca, integralmente controllata dal Governo austriaco, di avviare la procedura che prevede il licenziamento di 110 persone su 280 occupati, di cui 82 nella rete commerciale e 28 nella Direzione Centrale di Tavagnacco.

“Un passo simile, a poche ore dal tavolo istituzionale convocato al Ministero dello Sviluppo economico dedicato alla crisi di Hypo Bank, e’ esibizione di arroganza e manifestazione chiara di rifiuto del dialogo. Ciò e’ estremamente grave, soprattutto quando si e’ nell’ambito di rapporti tra Paesi amici”.

Per Serracchiani “rigettare a priori la possibilità di esplorare sul mercato soluzioni diverse dalla chiusura, che danneggia gli stessi contribuenti austriaci oltre al tessuto sociale regionale, va contro i principi basilari di ogni libera economia, lasciando aperte incomprensibili ipotesi di intervento da parte dello Stato austriaco. Una volta chiarita infatti la non cogenza della decisione della Comissione europea risalente al 2013, che suppostamente obbligava alla chiusura, non rimangono scuse alla ricerca di altre soluzioni da parte austriaca.

Forse ci sono ragioni che non conosciamo e che non si vogliono o possono dire? A fronte di questa protervia ogni illazione potrebbe apparire lecita”.

“Noi lunedì saremo al tavolo al Mise, sperando che l’Austria non adotti il comportamento di un anonimo fondo d’investimento internazionale, ed eviti ancora – ha concluso – di mandare un suo rappresentante qualificato”

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