#Brexit: Megale (Fisac Cgil), crollo banche sotto effetto speculazione

Ma tema  fuoriuscita Regno Unito è questione politica- Roma, 24 giugno – “Dopo il ‘tifo’ di ieri per la Brexit da parte delle borse, la conseguenza inevitabile oggi è il precipitare clamoroso dei titoli bancari, sotto l’effetto di una pesante speculazione. Ma l’uscita del Regno Unito prima di essere una questione economica è un tema di grandissima rilevanza politica”. Così il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, sugli effetti del risultato del referendum in borsa.

Per il dirigente sindacale “il voto che porta il Regno Unito fuori dall’Europa, nella sua negatività, può essere una lezione utile a tutti coloro che, come noi, credono che serva più e non meno Europa. Si vota contro l’Europa perché viene percepita come l’Europa bancaria e monetaria, totalmente incerta sull’immigrazione e priva di una politica di crescita per l’occupazione e per le speranze dei giovani Europei”. Ma la lettura del voto, precisa Megale, “dovrebbe far riflettere anche sui fatti di casa nostra: l’esito britannico insegna che referendum tu temi di rilevanza generale possono essere un vero e proprio boomerang, basta guardare l’annuncio delle dimissioni di Cameron”.

Adesso, aggiunge il leader della Fisac Cgil, “serve un progetto politico della sinistra e dei sindacati Europei in cui rilanciare il pensiero di Altiero Spinelli. Serve una politica per sconfiggere populismi e razzismi ponendosi dalla loro parte dei più deboli e disagiati, ascoltandoli. Che stia di fianco ai giovani, ai lavoratori, ai pensionati e al ceto medio tutto. Perché questi si sentano fino in fondo europei, devono vedere un politica europea di crescita e di sviluppo, non di austerità e rigore”, conclude.

Agenzie:

Brexit: Fisac Cgil, crollo banche sotto effetto speculazione =
(AGI) – Roma, 24 giu. – “Dopo il ‘tifo’ di ieri per la Brexit
da parte delle borse, la conseguenza inevitabile oggi e’ il
precipitare clamoroso dei titoli bancari, sotto l’effetto di
una pesante speculazione. Ma l’uscita del Regno Unito prima di
essere una questione economica e’ un tema di grandissima
rilevanza politica”. Cosi’ il segretario generale della Fisac
Cgil, Agostino Megale, sugli effetti del risultato del
referendum in borsa. Per il dirigente sindacale “il voto che
porta il Regno Unito fuori dall’Europa, nella sua negativita’,
puo’ essere una lezione utile a tutti coloro che, come noi,
credono che serva piu’ e non meno Europa. Si vota contro
l’Europa perche’ viene percepita come l’Europa bancaria e
monetaria, totalmente incerta sull’immigrazione e priva di una
politica di crescita per l’occupazione e per le speranze dei
giovani Europei”. Ma la lettura del voto, precisa Megale,
“dovrebbe far riflettere anche sui fatti di casa nostra:
l’esito britannico insegna che referendum tu temi di rilevanza
generale possono essere un vero e proprio boomerang, basta
guardare l’annuncio delle dimissioni di Cameron”. Adesso,
aggiunge il leader della Fisac Cgil, “serve un progetto
politico della sinistra e dei sindacati Europei in cui
rilanciare il pensiero di Altiero Spinelli. Serve una politica
per sconfiggere populismi e razzismi ponendosi dalla loro parte
dei piu’ deboli e disagiati, ascoltandoli. Che stia di fianco
ai giovani, ai lavoratori, ai pensionati e al ceto medio tutto.
Perche’ questi si sentano fino in fondo europei, devono vedere
un politica europea di crescita e di sviluppo, non di
austerita’ e rigore”, conclude. (AGI)
Red/Ila
241311 GIU 16
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BREXIT. MEGALE (FISAC CGIL): NELLE BANCHE EFFETTO SPECULAZIONE
(DIRE) Roma, 24 giu. – “Dopo il ‘tifo’ di ieri per la Brexit da
parte delle borse, la conseguenza inevitabile oggi e’ il
precipitare clamoroso dei titoli bancari, sotto l’effetto di una
pesante speculazione. Ma l’uscita del Regno Unito prima di essere
una questione economica e’ un tema di grandissima rilevanza
politica”. Cosi’ il segretario generale della Fisac Cgil,
Agostino Megale, sugli effetti del risultato del referendum in
borsa.
Per il dirigente sindacale “il voto che porta il Regno Unito
fuori dall’Europa, nella sua negativita’, puo’ essere una lezione
utile a tutti coloro che, come noi, credono che serva piu’ e non
meno Europa. Si vota contro l’Europa perche’ viene percepita come
l’Europa bancaria e monetaria, totalmente incerta
sull’immigrazione e priva di una politica di crescita per
l’occupazione e per le speranze dei giovani Europei”. Ma la
lettura del voto, precisa Megale, “dovrebbe far riflettere anche
sui fatti di casa nostra: l’esito britannico insegna che
referendum tu temi di rilevanza generale possono essere un vero e
proprio boomerang, basta guardare l’annuncio delle dimissioni di
Cameron”.
Adesso, aggiunge il leader della Fisac Cgil, “serve un
progetto politico della sinistra e dei sindacati Europei in cui
rilanciare il pensiero di Altiero Spinelli. Serve una politica
per sconfiggere populismi e razzismi ponendosi dalla loro parte
dei piu’ deboli e disagiati, ascoltandoli. Che stia di fianco ai
giovani, ai lavoratori, ai pensionati e al ceto medio tutto.
Perche’ questi si sentano fino in fondo europei, devono vedere un
politica europea di crescita e di sviluppo, non di austerita’ e
rigore”, conclude.
(Com/Tar/ Dire)
13:12 24-06-16
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Brexit, Fisac Cgil: crollo banche effetto della speculazione
Brexit, Fisac Cgil: crollo banche effetto della speculazione Ma tema fuoriuscita Regno Unito è questione politica
Roma, 24 giu. (askanews) – “Dopo il ‘tifo’ di ieri per la Brexit
da parte delle borse, la conseguenza inevitabile oggi è il
precipitare clamoroso dei titoli bancari, sotto l’effetto di una
pesante speculazione. Ma l’uscita del Regno Unito prima di essere
una questione economica è un tema di grandissima rilevanza
politica”. Così il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino
Megale, sugli effetti del risultato del referendum in borsa.

Adesso, aggiunge il leader della Fisac Cgil, “serve un progetto
politico della sinistra e dei sindacati Europei in cui rilanciare
il pensiero di Altiero Spinelli. Serve una politica per
sconfiggere populismi e razzismi ponendosi dalla loro parte dei
più deboli e disagiati, ascoltandoli. Che stia di fianco ai
giovani, ai lavoratori, ai pensionati e al ceto medio tutto.
Perché questi si sentano fino in fondo europei, devono vedere un
politica europea di crescita e di sviluppo, non di austerità e
rigore”, conclude.
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