BML: salvare il futuro

Un obiettivo solo: salvare il futuro della Banca del Monte di Lucca. I sindacati First Cisl e Fisac Cgil lanciano un appello alla città e alle sue istituzioni. “E’ venuto il tempo per istituzioni, forze politiche, economiche e sociali della nostra città di interrogarsi ed esprimersi con chiarezza sul futuro della storica banca cittadina – spiegano -. Dopo l’ingresso nel capitale di Banca Carige del nuovo azionista di riferimento, Malacalza Investimenti, ed il rinnovamento della dirigenza, è il tempo delle scelte strategiche per il Gruppo bancario e quindi anche per il futuro della Banca del Monte di Lucca, che ne fa parte: se dovrà sparire, fusa in Banca Carige, o se continuerà a mantenere una propria autonomia giuridica”.

Secondo i sindacati è necessario preservare la territorialità della banca. “Il credito – scrivono – è un elemento essenziale nell’economia di un territorio. La possibilità per le aziende di finanziare attività e investimenti e per le famiglie di trovare credito nei momenti di difficoltà o per far fronte alle esigenze della vita, come l’acquisto di un’auto o di una casa, sono essenziali per lo sviluppo e per il benessere di una popolazione. Dopo lunghi anni di crisi, la ristrutturazione delle banche è ancora in pieno svolgimento, ma il periodo che ci lasciamo alle spalle può servirci come esperienza utile per valutare la bontà delle soluzioni adottate e quindi dare risposte agli interrogativi ancora aperti. Tra questi, quelli che riguardano la dimensione ottimale della Banca, il modello di management e, non ultimo, il rapporto con il territorio nel quale la Banca opera, le sue istituzioni e categorie economiche. L’esperienza ci dice, dunque, che la crisi di sistema ha colpito banche di dimensione diversa, tanto di carattere locale e popolare quanto le grandi aziende operanti sui mercati nazionali ed internazionali. Non ha fatto la differenza la dimensione in sé, quindi, bensì l’attenzione, la cautela, la serietà nel fare credito e gestire la finanza”.
“Nella relazione della Banca con il territorio – proseguono le sigle -, abbiamo assistito ad un processo di disarticolazione iniziato con lo smantellamento delle Casse di Risparmio, che oggi continua con le Popolari e le Bcc, che ha comportato numerose conseguenze negative, perché il territorio non è un astratto mercato “da mungere”, ma un insieme di attività economiche, spesso storiche, Istituzioni rappresentative, famiglie e lavoratori che da sempre hanno dato significato e ricchezza a quella realtà, che trova nella Banca uno dei suoi pilastri essenziali. Ecco perché riteniamo che la città di Lucca debba interrogarsi e guardare con attenzione al futuro della Banca del Monte. C’è un valore simbolico che lega la storia della Banca del Monte alle più antiche tradizioni cittadine dal 1489, anno di fondazione e dal quale è attiva nella comunità lucchese, richiamato anche dal proprio simbolo, che raffigura Ilaria Del Carretto, il cui monumento funebre è custodito nell’adiacente complesso della Cattedrale di San Martino. Ma c’è anche un valore molto più concreto nel rapporto che lega la storica banca cittadina alla nostra realtà locale e che ha due aspetti. Il primo riguarda la capacità di interlocuzione con la clientela e di conoscenza dei sui reali bisogni, da sempre il vero valore aggiunto, dato dal fatto che quasi tutti i sui dipendenti sono nati e vivono qui, dove lavorano. Il secondo riguarda il fatto che il 40% del capitale della Banca del Monte è nelle mani delle due Fondazioni cittadine e quindi il 40% degli utili che nel passato la banca ha prodotto e nel futuro sicuramente tornerà a conseguire, attraverso le Fondazioni costituiscono ricchezza da distribuire sul nostro territorio. Chiediamo dunque al presidente della Provincia, al sindaco di Lucca e a tutti gli altri sindaci del territorio, al presidente della Camera di commercio ed alle diverse categorie economiche e professionali, di operare con le Fondazioni Bml e Cr Lucca, che non possono essere lasciate da sole a decidere, affinché si rafforzi il percorso di mantenimento della Banca del Monte, già a suo tempo riconosciuto dai patti societari con Banca Carige. Lo scenario nazionale ed europeo ci dimostrano che sono centinaia gli istituti di credito ancora presenti nelle province italiane come in Germania o Francia, con buone quote di mercato e buoni risultati commerciali ed economici. La scomparsa della Banca del Monte di Lucca non è un destino ineluttabile, ma una scelta ben precisa che porterebbe un ulteriore impoverimento per il futuro del nostro territorio”.

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