L’assemblea dei lavoratori svoltasi lo scorso 3 Febbraio è stata l’occasione per fare il punto sullo stato della trattativa che è oggi solo alle battute iniziali ma si avvia ad entrare nel vivo con i punti cruciali che le OOSS portano all’attenzione dell’azienda.
I numeri della procedura hanno dettagliato senza possibilità di dubbio la pesante ristrutturazione in corso .
Come riportato, nel corso del primo dibattito post apertura, tenutosi lo scorso lunedì 1° Febbraio, le OO.SS. hanno ribadito l’importanza di alcuni punti fondamentali che dovranno costituire i cardini della trattativa:
- Le OO.SS. hanno chiarito all’azienda che la trattativa ex artt. 17 e 20 CCNL riguarderà tutti i lavoratori di Barclays Italia alla data del 22 Gennaio 2016.
- La volontarietà nell’uscita deve restare elemento imprescindibile nelle scelte finali dei dipendenti
- la fungibilità nei ruoli e la flessibilità nei tempi di uscita, ad evitare il più possibile disagio ai dipendenti che si troveranno ad affrontare l’uscita dalla banca.
Inoltre è stata mossa all’azienda:
la dovuta osservazione sul perimetro di applicazione della procedura.
Ciò anche a fronte dell’impostazione scelta dalla banca che non ha ancora aperto l’operazione di cessione della rete. La considerazione sull’“apertura del perimetro” ha portato dunque a una necessità di chiarimenti interni da parte dell’azienda; la stessa ha sospeso gli incontri precedentemente programmati per poter procedere a verifiche con la terza parte coinvolta a fronte della citata apertura del perimetro.
Le OO.SS. hanno infatti ribadito che questa è condizione imprescindibile per il prosieguo del confronto e sarà un punto cardine per il buon esito della trattativa stessa.
Tali questioni sono state portate in assemblea e hanno costituito oggetto di confronto con i lavoratori.
Sono stati peraltro condivisi e accolti come rilevanti una serie di elementi che i lavoratori hanno considerato importanti:
- Di fronte alla chiusura di un business decisa ed ineluttabile, i lavoratori manifestano la necessità di giungere a soluzioni serie, significative, consistenti e rispettose del lavoro e del contributo di tutti.
- L’evidente “investimento economico” che la banca ha messo in campo per finalizzare l’exit strategy dall’Italia ed i costi complessivi dell’operazione mettono in luce le consistenti capacità economiche e finanziarie del Gruppo che non lesina elargire bonus mirati o sostenere lautamente l’avvio progetto; la vendita e le dismissioni di portafoglio in corso non sono segno di difficoltà, ma al contrario di strategie “demolitrici” e non condivisibili.
- Il pacchetto economico finale per i lavoratori in uscita dovrà pertanto rappresentare e prevedere una importante, cospicua e completa tutela.
- Affrontare il tema della grande incertezza anche per la platea di colleghi (i cosiddetti “120”) che ha apparentemente un periodo di permanenza più lungo (perché legato alla dismissione degli asset) ma che sono anch’essi a termine e per i quali sono necessarie analoghe soluzioni e tutele.
- Un’attenzione particolare dovrà essere riservata al tavolo e da parte dell’azienda anche alla discussione sulle condizioni (economiche, previdenziali, sanitarie, ecc.) per gli attuali dipendenti, che dovranno essere preservate a fronte di una scelta imposta.
Comunicheremo quanto prima ai colleghi le iniziative da mettere in campo a presidio delle richieste.
Le OO.SS.