In questi giorni, davanti alle sedi e filiali delle 4 Istituti oggetto del decreto salvabanche da parte del Governo Renzi, sono comparsi cartelli insultanti e minacciosi che si accompagnano a cappi forcaioli. A parte la demagogia di qualcuno, si tratta dei primi segnali di quello che i Banchieri, capifila della peggiore Politica e Imprenditoria, vanno preparando da tempo: la guerra fra poveri, la rabbia dei piccoli risparmiatori contro i lavoratori del credito, il terminale ultimo della gerarchia, quelli che ci mettono la faccia e quelli che ci rimettono i soldi.
NEI TERRITORI INTERESSATI DALLA CRISI DELLE 4 BANCHE I LAVORATORI SONO PRESI DI MIRA E SONO RITENUTI RESPONSABILI (VITTIME E CARNEFICI) DELLA CRISI DEL SISTEMA BANCARIO E DEI RISPARMI DI UNA VITA DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE!
Molti lavoratori stanno rischiando fisicamente, con l’aumentare della rabbia dei piccoli risparmiatori e rischiano di pagare anche personalmente con gli arbitrati del decreto e con la responsabilità individuale prevista dalla legge 231/07.
La vendita di titoli rischiosi quali le OBBLIGAZIONI SUBORDINATE NON SONO RESPONSABILITA’ DEI LAVORATORI, ma solo il risultato di quelle modalità con cui AMMINISTRATORI, IMPRENDITORIA E POLITICA, sodali fra loro, HANNO SFRUTTATO I TERRITORI, NON RAPPRESENTATO LE NECESSITÀ DELLE COMUNITÀ LOCALI E FOCALIZZATO L’INTERESSE ALLA SOLA RACCOLTA, DA UTILIZZARE PER ALTRI SCOPI. Alcuni analisti hanno dichiarato che la vicenda coinvolgerà circa 2000 aziende del centro Italia che dovranno svalutare i propri bilanci dai titoli delle banche.
Le obbligazioni subordinate, come tutti i prodotti rischiosi, venduti agli sportelli al piccolo risparmiatore, evidenziano un modo di fare banca che non mira allo sviluppo, ma è funzionale alle folgoranti carriere del top management e alle (loro) milionarie retribuzioni, a remunerare i grandi azionisti e a coprire comportamenti senza alcun controllo sul rischio. E queste sono prerogative comuni a gran parte del sistema bancario. Grida ancora vendetta la scelta scellerata degli anni 90 verso la Banca universale che segnò la fine della separazione tra Banca commerciale e Banca di affari.
Questa vicenda si aggiunge ad un altro tema dimenticato: gli strumenti derivati di tipo azionario che continuano a crescere, “quella macchina infernale e inarrestabile che corre inesorabilmente nel circuito della vita di tutti i giorni” (Le emissioni sono 20 volte il PIL mondiale). Gli strumenti derivati, le obbligazioni subordinate e gli altri “strumenti innovativi di ingegneria finanziaria”, servono ad allungare la scadenza dei premi e vanno a copertura di debiti sempre più grandi. La vita breve di queste tipologie e le coperture repentine con emissioni a “cipolla” spesso confondono molti risparmiatori, fanno dimenticare l’origine del debito stesso e la materia risulta complessa per molti impiegati bancari.
I beneficiari unici sono i Banchieri e i manager, i veri responsabili di questi drammi, continuano ad arricchirsi rapidamente e senza alcun collegamento sociale con la collettività, con i territori, con le stesse banche e con la comunità che gli ha dato fiducia. Questi signori, spesso, sono collusi e conniventi con pratiche di malaffare. Hanno amministrato queste Banche con una gestione del credito fuori da ogni regola, con concessioni e praticheclientelari diffuse, il tutto, è da sottolineare, con soldi non propri.
Tutto questo è certificato dalle tante testimonianze raccolte.
Salta agli occhi di tutti l’inadeguatezza, talvolta si è trattato di vera e propria assenza, da parte dei controlli interni e di quelli, cosa ancor più grave, di Bankitalia e Consob.
E’ stato dimostrato che Il controllo societario delle banche era utile per la concessione di credito facile agli amici e quindi, dell’incremento a dismisura delle sofferenze, il “Collocamento delle obbligazioni subordinate, deciso dall’alto e in assenza totale di controlli e vigilanza, consentiva di rispettare i parametri di patrimonio evitando aumenti di capitale e diluizioni delle quote di controllo” (mantenimento del potere!!!!).
UN SISTEMA, QUELLO DELLE BANCHE ITALIANE, CHE HA CESSATO ORMAI DA TEMPO IL SUO TRADIZIONALE RUOLO DI INTERMEDIAZIONE DEL CREDITO E DI VOLANO PER L’INTERA ECONOMIA NAZIONALE, E HA GETTATO LAVORATORI E RISPARMIATORI NELLA FOLLE LOGICA DELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA PER ARRICCHIRE I POCHI A DISCAPITO DELLA COLLETTIVITA’. ANCHE I RISPARMIATORI DEVONO SAPERE (SANNO) CHE UN GUADAGNO FACILE CON INTERESSI CONVENIENTI RISPETTO AL MERCATO, E’ RISCHIOSO, E QUANDO NON LO E’, PENALIZZA RISPARMIATORI IN ALTRO LOCO. LA FILOSOFIA DI QUESTI “FENOMENI” SI AFFIDA SPESSO AL CASO – “RIPETONO CHE ALLA ROULETTE LA RUOTA GIRA !!”) .
Tutto questo è inaccettabile le Banche hanno un ruolo fondamentale nell’economia, sono al centro del sistema e non sono delle semplici aziende private. Un default di una banca genera a catena danni incalcolabili all’economia di un territorio o di uno stato (adesso l’irresponsabilità riguarda anche banche di medie-piccole dimensioni: applicano anche loro la logica del “Too big to fail” ). Del resto la crisi del 1929 partì dalle banche e non viceversa e questo procurò l’effetto domino ed il panico su tutto il sistema.
I LAVORATORI DELLE 4 BANCHE E DI TUTTE LE ALTRE DEVONO STARE AL FIANCO DEI PICCOLI RISPARMIATORI, TRUFFATI E RAGGIRATI DALLE BANCHE, I LAVORATORI DEVONO SPIEGARE CHE ANCHE LORO STANNO SUBENDO LE TRAGICHE CONSEGUENZE DI QUESTO STATO DI COSE.
Le PRESSIONI COMMERCIALI esercitate in modo parossistico e fuori controllo dalle funzioni apicali delle Banche sui lavoratori per vendere prodotti opachi, costosi e rischiosi per la clientela, vanno fermate e gli incentivi economici legati a queste vendite, sotto forma di salario premiante, vanno sottratti alla attuale ed assoluta discrezionalità delle Aziende, nell’interesse dei risparmiatori e dei lavoratori, e vanno ricondotti verso una contrattazione che si basi su criteri di eticità e di equità redistributiva. Nelle agenzie la vita è diventata un inferno: si assiste a budget impossibili, classifiche nominative, tempeste di telefonate, riunioni umilianti e premi individuali per i primi della classe. E per chi non ce la fa esaurimento nervoso e psicofarmaci sono dietro l’angolo. Ecco come si vive da bancario tutti i giorni.
QUESTO APPELLO SI RIVOLGE A TUTTI I DELEGATI DI BASE DELLA CGIL E DELLE ALTRE OO.SS., L’INTENTO E’ DI CREARE UN COLLEGAMENTO, UNA MASSA CRITICA INTERNA ED ESTERNA ALLE BANCHE CHE SI IMPEGNI A VIGILARE SULLE STORTURE DEL SISTEMA CREDITIZIO E CONTEMPORANEAMENTE A PERSEGUIRE UNA COMUNE STRATEGIA CON LE ASSOCIAZIONI DEI RISPARMIATORI.
PER UNA MOBILITAZIONE CHE OLTRE AD ESIGERE IL RIMBORSO DELLE OBBLIGAZIONI SUBORDINATE, CHIEDA LA FINE DELLE PRESSIONI COMMERCIALI A VENDERE “STRUMENTI SPAZZATURA”.
Roma, 28 Dicembre 2015
R.S.A. FISAC CGIL ICCREA BANCA