Ognuno si assuma la propria responsabilità per salvaguardare i dipendenti e tutto il sistema bancario italiano.
I Segretari Generali hanno chiesto un incontro al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sulla riforma del credito da lui annunciata. Ieri è partita inoltre una lettera rivolta al Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, al Presidente del CASL, Eliano Omar Lodesani e al Presidente delle 4 banche salvate, Roberto Nicastro, per avviare urgentemente un confronto per determinare insieme i migliori strumenti di tutela, legale e patrimoniale, di tutti i lavoratori, nella convinzione che la lealtà dei dipendenti alle proprie aziende ed alle disposizioni ricevute dalle stesse, non possa diventare, come di fatto sta succedendo, motivo per trasformare l’operatore in capro espiatorio di altrui responsabilità. Questo confronto sarà all’insegna della nostra idea di modello di banca al servizio del Paese, che possa contrastare le indebite pressioni commerciali nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e per la piena tutela dei piccoli risparmiatori.
Le gravi difficoltà ed il pubblico linciaggio che stanno subendo i lavoratori di tutto il settore, rendono urgente trovare una soluzione condivisa, assumendosi ognuno le proprie responsabilità, per salvaguardare il sistema bancario italiano.
Per questo motivo abbiamo scritto ai Presidenti Abi, Casl e delle 4 banche certi che condivideranno le nostre preoccupazioni verso i dipendenti bancari, soprattutto quelli delle aziende che tempo per tempo hanno attraversato importanti momenti di difficoltà. Crediamo che condivideranno il nostro pensiero nel considerarli i protagonisti assoluti di un comune, generoso, responsabile sforzo straordinario, che hanno consentito alle proprie aziende, di superare e sopportare situazioni che, in qualunque altra circostanza, avrebbero potuto compromettere l’esistenza delle stesse e con essa quella del risparmio di tante famiglie e della sussistenza di tante imprese. Condivideranno inoltre che alcuni manager spregiudicati abbiano operato disponendo decisioni e impartendo disposizioni che hanno contribuito a determinare i dissesti e le incoerenze che oggi fanno sollevare la denuncia popolare a cui dobbiamo far fronte.
Non ci siamo limitati a richiedere solo questo incontro, ma abbiamo chiesto al presidente del consiglio, Matteo Renzi, di poterlo incontrare per ragionare insieme sull’ipotesi dell’apertura di un tavolo sulla riforma del sistema creditizio, consci che sia giunto il tempo di ricostruire un patto per l’innovazione e la trasformazione delle banche italiane al servizio del Paese, come fu fatto nel 1997 con il Protocollo d’intesa per il sistema bancario del 4 giugno, al quale concorse il Governo, avviando una stagione di riforme, anche contrattuali, senza la quale il Paese non avrebbe potuto beneficiare, nei quindici anni successivi, di banche ugualmente solide e radicate nella sua economia.
Pensiamo che la nostra esperienza e l’apporto che potremmo dare ad un progetto di riforma non possano essere trascurati e speriamo vivamente che ci sia concesso uno spazio di confronto, proprio nell’ottica di contribuire alla costruzione di un sistema bancario sano, solido e di reale sostegno all’economia nazionale.
Roma, 22 dicembre 2015
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