In una Istituzione come l’AGCOM che:
- continua a utilizzare in posizione di comando e/o fuori ruolo un altissimo dirigente , con altissimo stipendio, sebbene: a) i suoi compiti siano ormai ridotti e molto diversi da quelli per cui era stato richiesto; b) il numero dei dirigenti e “super “ dirigenti è ingiustificato e con un rapporto dirigente / numero di dipendenti scandaloso;
- continua a tenere come Presidente della Delegazione Trattante di parte Pubblica un altissimo dirigente che nel corso della sua vita lavorativa, tranne che negli ultimi tempi, non si è mai interessato di relazioni sindacali; Con questo Presidente della D.T., pagato profumatamente, L’AGCOM è stata condannata, negli ultimi tempi, per ben due volte per comportamento antisindacale.
- continua a tenere per molti giorni alla settimana alcuni dipendenti nella sede di Roma nonostante siano incardinati nella sede di Napoli;
- non interviene più sulla mancata presenza (da qualche mese) dei due vice segretari generali nella sede di Napoli;
- cambia il modo di autorizzare il part/ time senza alcuna verifica sindacale;
- continua ad essere orfana dei rappresentanti sulla sicurezza ;
succede anche che vengono proposti atti transattivi camuffati da accordi sindacali, con la conseguenza di trovarsi, impropriamente, fuori dal tavolo delle trattative se non si accetta il superamento di tutto il contenzioso pendente tra le parti in materia di struttura e spettanze retributive.
Insomma, in AGCOM è in atto l’ennesima svolta inquietante perché con l’ultimo accordo proposto dall’Amministrazione registriamo un dispregio ed una cancellazione delle regole e di interi impianti del diritto del lavoro e una demolizione della possibilità di fare sentire la propria voce anche quando un Giudice dà totalmente ragione.
La vecchia nomenclatura, sebbene il Consiglio abbia cercato di ridimensionarla con la nomina dell’ultimo Segretario Generale che ha dovuto lasciare per il superamento degli anni di fuori ruolo, sta forzando nuovamente la mano per mettere in un angolo questa O.S. le cui ragioni, è bene ricordarlo, sono state recepite in modo totale dal Tribunale del Lavoro di Napoli.
La Delegazione trattante inoltre, ha lavorato per cancellare dall’accordo (allegato) l’impegno (?) al mantenimento dell’attuale numero dei dipendenti esistenti nella sede di Napoli. Cosa, peraltro, più volte “promessa” dal Presidente dell’AGCOM in una famosa intervista dopo l’interpretazione “fantasiosa” della legge 114/2014 che aveva stabilito e riconfermato con certezza la centralità dell’AGCOM a Napoli cosi come previsto dalle leggi , decreti e regolamenti precedenti.
La riunione del 6 novembre 2015 è stata una sorta di” imboscata”. Abbiamo avuto subito la sensazione di trovarci in un “teatrino” dove c’era un” filo invisibile”, non collegato con noi, che legava “ il buono”, “il meno buono ” l’indeciso ma non troppo” e anche chi ci suggeriva “nell’orecchio” cosa dovevamo dire.
Dobbiamo ringraziare la nostra esperienza se siamo stati capaci di resistere !!!!
Ormai la lotta contro questa elitè ristretta che è tornata a “governare” in questo momento di vuoto manageriale (dopo l’uscita dell’Avv. F. Sclafani l’AGCOM è diretta, a tutt’oggi, da un Segretario Generale ad interim) è l’unico modo di farsi sentire per affermare il diritto a vedere riconosciuti i propri diritti.
Abbiamo l’impressione che dopo l’uscita dell’Avv. F.Sclafani anche il Consiglio non riesca più a controllare totalmente ciò che fa l’attuale potere dirigenziale all’interno dell’AGCOM.
Fino alla fine abbiamo cercato inutilmente di individuare un percorso leale e collettivo per dare la giusta dignità alla Sede di Napoli e serenità ai lavoratori che vi prestano servizio.
Siamo in presenza di una nuova emergenza che deve essere affrontata senza tentennamenti, sebbene siamo consapevoli che ci sono entità che stanno aspettando con ingordigia la reazione possente della CGIL contro l’amministrazione per poter poi aumentare in modo indiretto il loro “ peso” nei riguardi dell’amministrazione, attraverso la contrapposizione con noi e l’allineamento con l’Amministrazione.
Chiediamo pertanto al Consiglio ed al Presidente dell’AGCOM di riflettere e valutare le cose con la massima attenzione, nonché di non ratificare “l’accordo” del 6 novembre 2015 (allegato) che oltre ad essere in contrasto con la sentenza Ruoppolo, contiene all’interno dello stesso dichiarazioni che prevedono il superamento di tutto il contenzioso pendente tra le parti in materia di struttura e spettanze retributive. Dichiarazioni che possono essere incluse solo ( replichiamo, solo) nel caso in cui c’è la volontà della parte che ha attivato il contenzioso e/o della parte destinataria di sentenza favorevole.
RSA FISAC CGIL AGCOM