
Dalle prime forme di investimento responsabile di matrice Protestante che denunciavano l’incompatibilità della dottrina cristiana con l’investimento in attività produttive coinvolte nel commercio delle armi, nel gioco d’azzardo, nell’alcol e nell’utilizzo di schiavi, alle grandi questioni sociali del XX secolo, a partire dagli anni ’60, la diffusione dei movimenti di protesta per la difesa dei diritti civili e la tutela della partecipazione democratica, come, ad esempio, le contestazioni universitarie americane nei confronti di chi, attraverso i propri investimenti, sosteneva la guerra in Vietnam, sono alcune delle tappe che segnano il percorso degli investimenti SRI che porta in Europa, dove gli anni Novanta sono quelli del successo e della diffusione di questo tipo di investimento che oggi, nel vecchio continente, conta 127 miliardi di euro in gestione e un numero di fondi definiti “etici” o “socialmente responsabili” pari a 957 con Francia e Belgio quali leader europei. Negli ultimi anni, in controtendenza con la crisi, gli investimenti SRI confermano una forte crescita, un carattere dinamico e innovativo, sono oggetto di attenzione da parte di policy makers e della società civile dimostrando di suscitare interesse per pratiche aziendali più sostenibili e il riconoscimento di aspetti extra-finanziari nelle decisioni di investimento.
Leggi il documento Fondi Socialmente responsabili
Testo a cura di Etica Sgr. Editing Irene Palmisano Fondazione Culturale Responsabilità Etica. Testi chiusi Febbraio 2015
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