
Il risultato della revisione della Bce è da leggere a diversi livelli. L’Eurotower pubblica infatti i “promossi e bocciati” prima in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2013. Su questi dati, dall’Aqr (Asset quality review, ndr), la valutazione delle attività di bilancio, e dagli stress test, condotti assieme all’Autorità europea delle banche (Eba), emerge che le 25 banche bocciate presentano una carenza di capitale di 25 miliardi. A questo primo livello d’analisi, cioè alla fine del 2013, in Italia risultavano carenti di capitale nove istituti, per 9,7 miliardi di ammanco, insieme a tre greci e altrettanti ciprioti. Quelli tricolori, che nello stress test al 2016 hanno mostrato una patrimonializzazione primaria inferiore al 5,5% del totale degli attivi ponderati per il rischio, sono: Carige (-2,4%), Mps (-0,1%), Credito Valtellinese (3,5%), Bper (5,2%), Bpm (4%), Popolare di Sondrio (4,2%), Popolare di Vicenza (3,2%), Banco Popolare (4,7%) e Veneto Banca (2,7%).
In un secondo momento, però, la Bce include nella valutazione le operazioni di aumento di capitale che gli istituti hanno concluso tra il gennaio e il settembre 2014. Il risultato è che delle 25 banche iniziali, “12 hanno già coperto l’ammanco” di patrimonio, “con aumenti di capitale per un totale di 15 miliardi nel 2014”. Ne restano, quindi, 13 con una carenza di capitale totale di 10 miliardi. Anche in Italia, l’iniziale truppa di nove istituti si assottiglia considerando le misure intraprese quest’anno: restano 4 banche, con esigenze di capitale che scendono a 3,3 miliardi.
Tutte le banche che presentano shortfall di capitale, chiede la Bce nella nota, “devono preparare piani di ricapitalizzazione entro due settimane dall’annuncio dei risultati”, e cioè da oggi, e avranno fino a un massimo di nove mesi per coprire queste carenze patrimoniali.
Comunicato Stampa di Banca d’Italia