
«Faremo di tutto per non lasciare nessuno a piedi», dichiara il segretario toscano Alessio Gramolati: «Nessuno a piedi, né per andare a Roma e né per il lavoro ». Chissà come è scoppiata la valanga di prenotazioni, si domanda la Cgil che pensava che già 181 pullman e un treno non fossero poco. «Non sappiamo neanche noi perché – dice Gramolati – Evidentemente all’improvviso in 48 ore è scattato qualcosa di straordinario nelle persone. L’orgoglio, la voglia di appartenenza, la ribellione all’abisso che ormai c’è tra la condizione reale e la narrazione tutta virtuale che se ne fa».
Della situazione concreta della provincia e della sua pericolosità non solo per il lavoro ma per il tessuto industriale del territorio hanno già parlato in anticipo ieri i metalmeccanici fiorentini. Con la differenza in questo caso che non erano solo quelli della Cgil, come sarà sabato a Roma, ma anche gli altri di Cisl e Uil. Insieme, Fiom, Fim e Uilm per lo sciopero generale di quattro ore dei metalmeccanici che ha visto ieri mattina 2.000 lavoratori prima presidiare la sede della giunta regionale in piazza del Duomo e poi dirigersi in corteo verso il consiglio regionale in via Cavour dove una delegazione ha incontrato i capogruppo della Regione, il presidente della Provincia Barducci e i rappresentanti dei Comuni. Tra cui l’assessore di Palazzo Vecchio Bettarini che ha assicurato per oggi la presenza del sindaco Nardella al Mise all’incontro sull’Esaote che rischia di perdere la ricerca. A intervenire, i lavoratori delle aziende in crisi, grandi e piccole. «A Firenze sta andando avanti un processo di deindustrializzazione. Per combatterlo vogliamo anche le istituzioni al nostro fianco», dice il segretario Fiom Daniele Calosi che si propone di intervenire domenica alla Leopolda: «Per spiegare che la gente che sarà stata in piazza a Roma sabato è una parte importante e sana del paese. Così come chi va alla Leopolda. Io ho grande rispetto per chi va alla Leopolda, vorrei che ci fosse lo stesso rispetto nei nostri confronti». Soddisfatto il segretario Fim, Alessandro Beccastrini: «Da anni non facevamo un’iniziativa unitaria, ha un gran valore nel momento in cui su alcuni temi nazionali le posizioni sono distanti».
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Gramolati: “In 48 ore è scattato qualcosa di straordinario, orgoglio e voglia di appartenenza”
E SABATO A ROMA
Ieri metalmeccanici in piazza a Firenze e sabato partenza per Roma
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