
da abruzzoweb.it – Rsa aziendali Dircredito, Fabi, Fiba Cisl e Fisac Cgil, intervengono ancora una volta sull’acquisizione di Carispaq da parte di Banca Popolare dell’Emilia Romagna chiedendo a quest’ultima di mantenere gli impegni ‘formalmente assunti’ al momento dell’incorporazione. Il riferimento è alle filiali ancora presenti sul territorio aquilano.
“Ricordiamo che, oltre alle filiali presenti sul territorio, in città lavorano ancora circa 70 persone che prestano la loro opera in presidi ed uffici che effettuano lavorazioni per la Bper e le altre banche del Gruppo – spiegano i sindacati interni – Temendo che anche tali presidi e poli di lavorazione possano essere soppressi o trasferiti in altri territori, chiediamo garanzie per il mantenimento di questi posti di lavoro, auspicandone anzi un incremento che consenta la ricollocazione dei numerosi colleghi uscenti da Uffici della Direzione Territoriale e dell’Area di Avezzano ormai in fase di smantellamento, potendo contare su locali, attrezzature e soprattutto elevate professionalità già presenti sul territorio e quindi senza alcun aggravio di costi per la Bper”.
“Invitiamo pertanto con fermezza le istituzioni, la Fondazione Carispaq e le Associazioni di Categoria aquilane ad opporsi ad un ulteriore impoverimento del nostro comprensorio dovuto a nuovi e sciagurati tagli occupazionali – hanno spiegato le Rsa Bper L’Aquila le quali hanno infine sottolineato le incongruenze, sull’argomento chiusure filiali, tra il direttore Abruzzo “non sono in programma” e il vice direttore generale del Gruppo “non hanno più senso politiche di apertura delle filiali che hanno portato ad attivare quasi uno sportello per quartiere”.