
da repubblica.it – Accordo siglato tra Banca Carige e organizzazioni sindacali. La firma dell’intesa ha concluso la procedura sindacale avviata il 6 maggio 2014. L’accordo è stato formalizzato dopo che già nella giornata del 30 settembre era stata raggiunta l’intesa.
L’accordo prevede innanzitutto l’uscita di almeno 600 lavoratori entro il dicembre 2018. Si tratta di uscite incentivate ma sostanzialmente obbligatorie. Il risparmio strutturale dei costi del lavoro è stimato a regime in circa 38 milioni annui.
Ulteriori risparmi ricorrenti sul costo del lavoro, per almeno 12 milioni, discendono dalla profonda revisione della struttura retributiva del personale: scompaiono istituti desueti come il premio di anzianità e il riconoscimento delle prestazioni eccedenti per i quadri direttivi. E’ previsto il forte contenimento degli straordinari e l’esaurimento dei residui di ferie e di ogni forma di permesso. La ristrutturazione retributiva ha consentito la messa in sicurezza di importanti quote di salario, mediamente pari ad 1500 euro pro capite.
Il premio aziendale è stato completamente rivisitato, con oneri pari a circa un terzo dei precedenti, riconducendolo alla media del sistema bancario. L’accordo ha attenzione all’impegno che il personale sarà chiamato a profondere per il conseguimento degli sfidanti obiettivi che attendono il Gruppo: viene pertanto riconosciuto, per il triennio 2014/2016, un importo medio una tantum di 1500 euro annui, esclusi i soli dirigenti.
Si creano le condizioni perché la banca possa guardare al futuro, con la previsione di circa 150 nuove assunzioni entro il 2018 orientate al supporto delle azioni del Piano. Previsti inoltre: il maggior utilizzo del part-time come strumento sia di contenimento degli esuberi, sia di miglior conciliazione tra la vita personale e le esigenze produttive; interventi formativi di sostegno orientati a professionalizzare maggiormente il personale sulle aree di attività individuate dal Piano Industriale.
Accordo Piano Industriale 30-9-2014