Come Organo di Coordinamento della Fisac Cgil di Banca di Romagna abbiamo la necessità di fare alcune precisazioni rispetto al comunicato n. 18 della Uilca aziendale.
Innanzitutto condanniamo l’atteggiamento che, in questa fase delicata della nostra realtà lavorativa, mina l’unità sindacale che è invece da perseguire con la massima coesione per la difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori.
Questo atteggiamento spregiudicato e scorretto non è nuovo ma ha raggiunto oramai livelli intollerabili e che non tollereremo più.
La fusione in Banca di Romagna non ci ha visto “spettatori silenti” né scudieri di nessuno ma sempre coerentemente impegnati a cercare di governare l’evento, con riguardo al destino ed alle mansioni dei lavoratori; in sostanza siamo impegnati ad affrontare gli aspetti legati all’occupazione, alla mobilità, alle mansioni, alla professionalità ed anche agli incentivi ad essa legati.
L’unità sindacale ma, prima ancora, l’unità dei lavoratori è la nostra vera forza negoziale; ecco perché la ”campagna acquisti” promossa nei confronti degli iscritti ad altre Organizzazioni Sindacali, rischia di spezzare il fronte compatto che fin qui abbiamo mantenuto, seppure con valutazioni non sempre coincidenti.
Noi vogliamo rappresentare al meglio delle nostre possibilità i lavoratori di Banca di Romagna, senza illuderli né minimizzare i problemi.
E’ inoltre ovvio che in ogni fase non mancherà la loro consultazione.
Per quanto riguarda la malcelata insinuazione sul ruolo che spetterà alle Rappresentanze Sindacali Aziendali nella nuova situazione, la UILCA deve piuttosto preoccuparsi di riuscire a mantenere un ruolo di rilievo.
Cordiali saluti.
Lugo, 24 giugno 2013
Tiziano Bordoni
Stefano Pirazzini