Affermare cultura della legalità, trasparenza e fare rete per una economia sana
In Cgil nazionale l’iniziativa, promossa anche dalla Fisac. Le parole di Landini, Salviato e Mele.
La legalità è un faro per la Cgil, qualifica la sua azione e il suo agire. Un impegno costante, presente nel suo statuto non solo come fine sociale ma come elemento valoriale. Un impegno che si rinnova, a tutti i livelli, legato indissolubilmente a come si garantisce un lavoro sicuro, di qualità, non precario e che permetta alle persone di vivere libere e dignitosamente. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ribadisce l’impegno della confederazione di corso d’Italia nel corso del suo saluto introduttivo all’iniziativa promossa dalla stessa Cgil insieme alla Fisac Cgil ‘Il contrasto al riciclaggio, all’evasione fiscale, alle infiltrazioni criminali per una economia sana e legale’.
La lotta per affermare la legalità, ha affermato Landini, “deve essere un pilastro per far ripartire il paese, per riprogettare la nostra società attraversata da una fase di profondo cambiamento, di forte trasformazione”. Ma questo governo, ha poi aggiunto, “ha messo in campo una serie di provvedimenti che non vanno nella direzione utile per affrontare questo tema, penso ad esempio alla modifica al codice degli appalti così come ai provvedimenti fiscali”. Per queste ragioni la Cgil, con la Fisac, rilancia il tema per diffondere sempre di più una cultura della legalità.
La direzione da intraprendere per affermare una economia sana e legale è stata indicata dalla coordinatrice del dipartimento Legalità della Fisac Cgil, Francesca Salviato, nella sua relazione introduttiva, ovvero “trasparenza, coinvolgimento dei cittadini attraverso la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, fino ad arrivare ad un controllo sociale diffuso come anticorpo alle inflitrazioni criminose”. In estrema sintesi: fare rete tra cittadini, organizzazioni sindacali e datoriali.
Nelle parole di Salviato anche un bilancio a poco più di 15 anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 231 del 2007 che ha definito il reato di riciclaggio, e di tutte le leggi e normative che sono seguite per il contrasto alla criminalità organizzata. Lungo questa via la dirigente sindacale ha ricostruito questi anni di impegno nell’affermare la legalità attraverso le azioni di contrasto al riciclaggio, all’evasione fiscale e alle infiltrazioni criminose.
Sul sistema antiriciclaggio, Salviato ha ricordato il contributo offerto dalle lavoratrici e dai lavoratori nel segnalare le operazioni sospette, passate, secondo i dati dell’Unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, da 98.030 nel 2018 a 155.426 nel 2022, il 63% in più in 5 anni. Nella stragrande maggioranza segnalazioni di lavoratrici e lavoratori: per stare ai dati del 2002, l’87,5 % delle segnalazioni è stata effettuata da intermediari e operatori bancari e finanziari, il 3,6 % da professionisti e solo lo 0,2% da commercialisti, consulenti del lavoro e società di revisione.
La normativa di contrasto evolve continuamente e la domanda, ha osservato Salviato, “è se le banche, e Abi, si stanno attrezzando per adeguare la propria struttura organizzativa alle nuove indicazioni normative che richiedono sempre più attenzione e preparazione professionale dei lavoratori del settore”, così come “preoccupa la continua chiusura di Filiali che compromette il presidio del territorio anche sul fronte della legalità”. Obiettivo adesso è fare rete: “Appare sempre più improrogabile la necessità di mettere assieme le conoscenze attraverso un utilizzo integrato delle banche dati sia a livello nazionale che internazionale. Sarebbe importante fare rete fra rappresentanze dei lavoratori e rappresentanze datoriali perché per ogni azienda infiltrata c’è una azienda sana che lavora secondo le regole dello stato che viene estromessa dal mercato”.
Il segretario nazionale della Fisac Cgil, Paolo Fidel Mele, ha ribadito il sostegno della categoria alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, vere e proprie sentinelle di legalità, sia lungo i cambiamenti normativi sia sul fronte di una sempre più diffusa assunzione di cultura della legalità. “C’è bisogno che tutti contribuiscano alla diffusione sempre più diffusa di cultura della legalità – ha affermato il dirigente sindacale -, attraverso una vera e propria pressione sociale. Senza questo passaggio, senza che si assuma positivamente questa responsabilità, questa coscienza civica, rischiamo che gli obiettivi previsti dalle leggi per contrastare il riciclaggio non arrivino al punto”. Non aiuta su questo fronte un governo che nel suo agire, come è stato nel dibattito tra Pos e contanti, “determinano – ha sostenuto Mele – quella sensazione di allentamento alle misure di legalità, un venir meno che non ci possiamo permettere”. Da qui l’impegno della Cgil, della Fisac, così come dei soggetti presenti oggi sulla diffusione di una cultura provando ad allargare la rete per fare della legalità un faro condiviso.
Diversi infine gli interventi che si sono succeduti: Laura La Rocca e Simone Paci, dipartimento Normativa Unità di Informazione Finanziaria di Banca d’Italia; Mario Palazzi, Sostituto procuratore del Tribunale di Roma, Direzione distrettuale antimafia; Francesca Palisi, responsabile servizio consulenza Legale e Tributaria di Abi; Cristian Perniciano, Politiche Fiscali della Cgil Nazionale; Carlo Tomassini, vice comandante operativo Nucleo speciale di Polizia Valutaria Guardia di Finanza; Emilio Miceli, responsabile Legalità della Cgil Nazionale.