AGCOM: stato di agitazione – Convocazione Assemblea Generale

3 - Fisac Cgil

Cari Colleghi,

facciamo seguito al comunicato dello scorso 12 maggio con il quale, a fronte del più totale disimpegno dell’Amministrazione a garantire corrette relazioni sindacali, è stato proclamato lo stato di agitazione.

I responsabili di tale atteggiamento vanno ricercati nei vertici delle funzioni coinvolte e nel massimo vertice amministrativo, che avrebbero dovuto garantire l’attuazione di tutti gli indirizzi dell’Organo politico, nel rispetto delle normative di riferimento, nonché la correttezza, l’imparzialità e la trasparenza nell’agire.

La dirigenza, coordinata dal massimo vertice amministrativo, pur avendo il compito di interfacciarsi con le scriventi OO.SS. attivando un confronto costruttivo, continua a nascondersi. Tutto ciò nonostante la diffida presentata dalle scriventi OO.SS. e volta a far ottemperare ai rimanenti punti dell’accordo del 6 aprile 2022 (sono trascorsi 13 mesi) e nonostante lo stato di agitazione proclamato; continua, inoltre, a introdurre, in questa sorta di persistente “giochino” al rinvio, interventi che, a nostro avviso, celano un sottile e velato comportamento dispettoso che, inevitabilmente, incide sule relazioni sindacali ed allontana la soluzione dei problemi.

Insomma, anche se diffidata, l’Amministrazione continua con il Suo comportamento omissivo nei riguardi di alcuni impegni sottoscritti. Peraltro, gli incontri, inizialmente programmati con cadenza settimanale, finalizzati alla sostanziale e totale applicazione dei citati impegni (accordo del 6 aprile 2022), sono, negli ultimi due mesi, praticamente scomparsi. Tutto ciò sta generando un altissimo gradiente di insoddisfazione, determinando un altissimo livello di frustrazione tra i lavoratori.

Replichiamo e ribadiamo: questa scelta è inaccettabile! Questo reiterato, ingiustificabile comportamento dimostra l’incapacità dell’Amministrazione di avere una leadership amministrativa adeguata.

Pertanto, per i vertici delle funzioni coinvolte e per il massimo vertice amministrativo, le scriventi OO.SS. non possono fare altro che esprimere scarso apprezzamento.

La disparità di trattamento con cui si è data applicazione a talune previsioni dell’Accordo, l’opacità con cui talune situazioni sono state trattate “diversamente” da altre, a parità di condizioni, l’inaffidabilità dell’interlocutore che, metodicamente, ha disatteso impegni formalmente assunti, l’assoluta inefficacia della Commissione paritetica (nella quale erano state riposte molte aspettative), le condizioni di degrado (bagni guasti e fatiscenti, ascensori rotti o difettosi e, in alcuni casi, pericolosi, pareti delle stanze da lavoro sporche, apparati di climatizzazione obsoleti, tappeti polverosi) in cui vivono ed operano i lavoratori della sede di Napoli non ci consentono di proseguire le relazioni sindacali in un clima disteso.

Il disappunto, proveniente dalla base, sulla mancata attuazione della disciplina delle relazioni sindacali e del trattamento giuridico ed economico del personale, è secondo solo alla diffusa preoccupazione che sta montando tra i dipendenti per un generale senso di impotenza innanzi alla scarsa capacità dell’attuale vertice amministrativo di imprimere una svolta positiva per garantire l’operatività della struttura organizzativa.

Dopo l’ultima riorganizzazione, si è registrata una progressiva dilapidazione del patrimonio di competenze e risorse che sono state distratte per logiche che poco hanno a che vedere con il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.

Si è assistito ad un’implementazione di risorse e competenze esclusivamente per alcune strutture, senza una reale necessità, riducendo, conseguentemente, le attività di linea, che hanno risentito, in modo pesante, di queste scelte. Non a caso, rilevanti attività d’istituto risultano sguarnite di personale e competenze con una grave e colpevole perdita della capacità operativa della struttura a scapito dell’efficienza, dell’efficacia e dell’incisività dell’azione amministrativa.

Di converso, assistiamo:

♦ ad un enorme spreco di energie in beghe da condominio e dispettucci, che, per loro natura, in ogni istituzione dello Stato (e, ancora di più, in un’Istituzione di eccellenza come la nostra), sono sempre ingiustificati;
♦ all’adozione continua di determine che istituiscono i più disparati (e spesso pletorici) gruppi di lavoro, la cui frequenza e numerosità rappresentano, a nostro avviso, la cartina di tornasole dell’incapacità manageriale del vertice amministrativo;
♦ a determine direttoriali/ordini di servizio annullati, da atti superiori;
♦ a contestazioni disciplinari e/o di altra natura;
♦ a conflitti di interesse;
♦ a retrocessioni e discriminazioni retributive;
♦ alla serpeggiante diffusione, tra gran parte del personale, di una crescente demotivazione;
♦ ad un comportamento dell’Amministrazione, che, in alcuni casi, rasenta addirittura il bullismo, con inaccettabili atteggiamenti prevaricanti che si ripercuotono negativamente sul personale.

Insomma, una guerra per bande!

Riteniamo, ormai, che tali vertici amministrativi, oltre a generare turbolenze, siano un ostacolo insormontabile alla costruzione di corrette relazioni sindacali.

Ogni volta, infatti, che si sta per arrivare ad una convergenza, si manifestano, in modo sistematico, dei silenti ed ingiustificati disturbi che ostacolano il dialogo e le relazioni sindacali e che impediscono di raggiungere l’auspicabile intesa finale.

Preso atto, quindi, del rifiuto dell’Amministrazione ad instaurare un dialogo costruttivo, nonché del progressivo logoramento dell’operatività della struttura organizzativa, al fine di pianificare e condividere le azioni di lotta da porre in essere, queste OO.SS. convocano l’Assemblea Generale dei Lavoratori. L’assemblea si terrà, esclusivamente, in presenza presso la sede di Napoli e presso la sede di Roma in date che saranno opportunamente comunicate.

 

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