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Cari colleghi,
facciamo seguito al comunicato dello scorso 4 aprile, che ad ogni buon fine riportiamo in coda alla presente, al fine di rendervi partecipi delle iniziative di mobilitazione che le scriventi si accingono ad avviare a fronte della più totale disattenzione al dialogo sindacale palesato dall’Amministrazione.
Infatti, da oltre un mese dopo l’ultima riunione dello scorso 4 aprile, con estremo disappunto, non abbiamo registrato alcun concreto atto di buona volontà da parte dell’Amministrazione per il superamento della situazione di stallo in cui versano, in questa fase, le relazioni sindacali in AGCOM, ed anzi, le programmate riunioni settimanali sono state rinviate continuamente a “data da destinarsi in attesa degli indirizzi del Consiglio”.
Non solo, fatto di estrema gravità, abbiamo appreso che nella giornata di ieri, senza alcuna ulteriore istruttoria o coinvolgimento delle scriventi, a procedimenti ancora aperti, sono state inviate specifiche comunicazioni per procedere al recupero di ingenti somme nei confronti dei colleghi coinvolti nei giudizi del Consiglio di Stato di cui all’ultimo capoverso dell’art. 2 dell’Accordo in parola laddove si prevedeva che “l’Autorità – anche al fine di valutare, ove ne sussistano i presupposti, eventuali residue disparità di trattamento con riguardo al riconoscimento della progressione economica per i dipendenti interessati – si impegna a promuovere, sentita l’Avvocatura Generale dello Stato, un ricorso per chiarimenti al Consiglio di Stato”.
Premettendo che non verrà lasciato nulla di intentato per supportare i colleghi in questione affinchè siano riconosciuti i loro diritti, nel rispetto dei principi di verità, legalità e non discriminazione, nelle sedi che gli stessi riterranno più opportune, con il presente comunicato le scriventi OO.SS. proclamano lo stato di agitazione quale presupposto per poter organizzare le iniziative di mobilitazione ritenute più idonee.
A fronte di un coordinamento intersindacale che verrà immediatamente attivato, tutto il personale sarà messo a conoscenza di quanto queste OO.SS. stabiliranno di azionare.
Le Segreterie
FALBI-CONFSAL, FISAC-CGIL, UIL-UILCA, SIBC-FISAV
COMUNICATO DEL 4 APRILE:
Cari Colleghi,
Vi informiamo in primo luogo che lo scorso lunedì sono proseguite le trattative finalizzate a risolvere talune difformità interpretative relative alle modalità di applicazione dell’Accordo dello scorso 6 aprile 2022 (oggetto di specifica diffida), nonché a proseguire il confronto sull’implementazione degli impegni programmatici assunti nel predetto Accordo.
Tra le difformità implementative da appianare riassumiamo le seguenti:
Rimborso delle franchigie relative alle spese sanitario per i ricoveri dei familiari non a carico e dei ricoveri in day hospital;
Esclusione dalla progressione economica prevista all’art. 2 di talune specifiche fattispecie;
Corretta applicazione dell’indennità di comando;
Tra gli impegni programmatici su quali si sono determinati considerevoli ritardi riassumiamo i seguenti:Avvio del nuovo sistema di previdenza integrativa;
Recepimento degli istituti economici meritocratici vigenti in AGCM (livelli, Efficienza Aziendale e Gratifica Premio di Presenza);
Esclusione dalla progressione economica prevista all’art. 2 di talune specifiche fattispecie;
Definizione di una nuova disciplina per il comando/distacco/fuori ruolo del personale in ingresso ed in uscita.
A fronte di tale programma si stanno svolgendo riunioni di trattativa con cadenza settimanale per affrontare ciascuna singola problematica.Nell’ultima riunione ci è stato inoltre notificato un recente Atto di indirizzo adottato dal Consiglio nella seduta del 16 marzo u.s. (in allegato) in relazione all’esecuzione delle sentenze che hanno coinvolto alcuni colleghi ai quali, a fronte di errate ricostruzioni sull’applicazione dell’accordo sindacale del 2007 fatte proprie dal Giudice Amministravo, l’Amministrazione intende comunque procedere al recupero di ingenti somme arretrate. Tale questione è associata anche alla recente Determina del Segretario Generale, tutt’altro che ineccepibile, che ha costituito un apposito gruppo di lavoro (Determina 6/23/SG) volto a verificare l’esistenza di ulteriori casi non ancora contestati alla luce dei pronunciamenti del Consiglio di Stato.
Permetteteci di censurare questo modus operandi dell’Amministrazione che pensavamo fosse ormai un ricordo del passato ma che invece, dobbiamo prendere atto, di tanto in tanto riaffiora nei comportamenti di talune funzioni direttive.
Non si può pretendere di dare esecuzione a sentenze fondate a nostro avviso su errate dichiarazioni e ricostruzioni presentate al Giudice dall’Amministrazione senza aver esperito ogni tentativo possibile per chiarire tutti i residui profili di discriminazione, come peraltro sancito in una specifica clausola dell’Accordo del 6 aprile 2023: “l’Autorità – anche al fine di valutare, ove ne sussistano i presupposti, eventuali residue disparità di trattamento con riguardo al riconoscimento della progressione economica per i dipendenti interessati – si impegna a promuovere, sentita l’Avvocatura Generale dello Stato, un ricorso per chiarimenti al Consiglio di Stato”.
E, oltretutto, gli errori compiuti non possono essere l’alibi per rimettere in discussione dopo decenni i trattamenti economici anche di altri colleghi come implicitamente previsto nella Determina del Segretario Generale.
Basterebbe prendere atto degli errori commessi invece che perpetuarli ed estenderli ad altri colleghi. Eppure il precedente Responsabile dello SRU ha avuto modo di evidenziarlo ed ufficializzarlo.
Ci chiediamo:
1) Le valutazioni del predetto Responsabile sono state tenute in debita considerazione?
2) Perché l’Amministrazione, sulla specifica clausola dell’Accordo, non ha ancora dato alcun riscontro alle Parti sindacali?
3) L’Amministrazione ha stabilito di procedere senza aver adempiuto a quanto concordato in sede di Accordo?
Siamo preoccupati poiché si sta prefigurando il solito pasticcio dei nostri vertici Amministrativi che le Scriventi speravano di risolvere con il buon senso.
Buonsenso che, ad oggi, sembra sia disponile solo lato sindacale.