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Il 17 aprile u.s. si è tenuto l’incontro, richiesto dalle RSA di Quartu Sant’Elena all’Azienda, volto a discutere delle problematiche che ancora persistono in Filiale.
Gli incontri precedenti si sono tenuti il 15 giugno ed il 5 dicembre dello scorso anno, ed hanno avuto come oggetto le criticità che riguardano la Filiale causate, soprattutto, dalla chiusura della filiale di Quartu 1. La nostra unità produttiva è l’unica all’interno della terza città della Sardegna.
Questa scelta ha provocato un enorme ed importante crescita, sia di rapporti che di ndg ma non ha prodotto l’atteso e conseguente incremento del personale.Il numero del personale in servizio era di venti unità prima della chiusura della Filiale 1 e tale è rimasto.
Ricordiamo però che, nel primo incontro, l’azienda ci aveva promesso un adeguamento dell’organico almeno a 22 persone come avevamo scritto nel precedente comunicato ma, ci duole constatare che ciò non è avvenuto.
Anzi, pare che, in base alle dichiarazioni aziendali, vada tutto benissimo. I bancomat evoluti, per i quali avevamo segnalato soventi anomalie, ora funzionano praticamente “perfettamente”. Abbiamo anche scoperto che non c’è più la fila fuori dalla Filiale, se non di alcune presenze “un po’ ingombranti, come qualche cliente maleducato che a volte crea delle preoccupazioni alla guardia”. E pare anche che le operazioni di cassa siano notevolmente diminuite, contrariamente a quello che ci dicono i nostri colleghi che non hanno, spesso, neanche il tempo di alzarsi due minuti dalla sedia per la mole di lavoro che si svolge nella zona “contabilità e casse”.
Insomma “tutto perfetto”.
Riteniamo che si continui a sottovalutare la situazione contingente e peculiare che contraddistingue la nostra Filiale, che affronta una mole di lavoro non indifferente, assediata giornalmente da una affluenza notevole rispetto ad altre filiali di città e caratterizzata da una richiesta reattiva della clientela che è quotidiana e continua.
Ci viene addirittura ipotizzato che, l’introduzione futura di una CSA, ancora non presente in filiale, potrebbe alleviare il notevole carico di lavoro giornaliero e intercettare la clientela più esigente. Insomma, per farla breve, le macchine sostituiscono le persone.
Abbiamo con forza ribadito che l’organico della filiale è assolutamente insufficiente a garantire un adeguato servizio ai clienti e che le condizioni di lavoro per i colleghi sono diventate insopportabili.
I Coordinamenti della FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN hanno inoltre reiterato la richiesta che venga riaperta un’altra Filiale all’interno della piazza di Quartu Sant’Elena considerato il numero degli abitanti della Città (la terza della Sardegna) e la numerosità dei clienti presenti in Filiale. Altre città con un numero inferiore di abitanti hanno più agenzie sulla piazza, non capiamo perché Quartu debba continuare a sopportare questa condizione deficitaria.
LE RSA DEL BANCO DI SARDEGNA DI QUARTU SANT’ELENA
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL