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Nel recente incontro con l’A.D. per la presentazione dei dati di bilancio, è stato affrontato anche il tema della “reinternalizzazione” di alcuni servizi di backoffice tipicamente bancario oggi affidati ad aziende controparti italiane che, arrivati a scadenza di contratto, Accenture ha deciso di riportare all’interno del gruppo, ma utilizzando il proprio Delivery Center in India per poter sostenere la dinamica di riduzione di costi già programmata nel contratto di servizio con Mps.
Un cambio di strategia che affianca la delocalizzazione all’automazione, che ci viene presentato con una forte rassicurazione interna sul mantenimento delle garanzie (sedi, continuità, fondo) e con nuova enfasi sull’attenzione ai carichi di lavoro ed alla crescita professionale. Temi già condivisi, ai quali chiediamo da tempo di affiancare una visione di ampio respiro anche dell’organizzazione e degli organici.
La delocalizzazione di attività in ambito extraeuropeo è però una scelta organizzativa che costituisce una forzatura inedita per il settore: siamo certi che le autorità regolatorie e di vigilanza ne avranno valutato con attenzione tutti gli aspetti, ma gli scenari e i rischi che siaprono rendono necessari chiarimenti e regole che vanno ben oltre la nostra piccola legal entity : se una lavorazione di dati sensibili italiani può andare in India oggi, quale lavorazione bancaria o assicurativa NON PUO’ andare altrove domani?
Condividiamo inoltre pienamente le preoccupazioni derivanti dalla fine della commessa dei colleghi che solo tre anni fa erano parte dello stesso nostro gruppo, pur con un altro CCNL.
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Dalla presentazione del bilancio di Fruendo prendiamo atto del sostanziale equilibrio nei conti, con la definizione di un utile di esercizio, ma anche della necessità di un modello operativo che riesca a tenere insieme i ricavi (determinati sostanzialmente dalla commessa del principale cliente) con la continuità nel tempo dell’azienda e tutto il sistema di garanzie occupazionali esistenti.
Proprio per questo abbiamo nuovamente evidenziato la necessità di una visione di ampio respiro anche dell’organizzazione interna, indicando le criticità organizzative in cui già oggi, prima di parlare di qualsiasi riorganizzazione e/o reinternalizzazione di lavorazioni,siamo coinvolti, e che riteniamo necessario risolvere per dimostrare quell’impegno:
• Settori stabilmente attivi in straordinari festivi, nel vano tentativo di recuperare ritardi/arretrati mai affrontati in maniera strutturale, da cui per giunta sono state già tolte le risorse interinali Fruendo, con ruoli nient’affatto marginali.
• Nuove lavorazioni, arrivate in settori già al limite come presenza di forza lavoro
• Gestione dei colleghi interinali, assunti fuori da Fruendo a fronte dell’uscita per l’esodo MPS con un orizzonte temporale ridicolo che non permette nemmeno una programmazione organizzativa ordinaria
Questi tre temi, non più prorogabili, sono all’ordine del giorno per una risoluzione che speriamo strutturale e non tampone, nel prossimo incontro.
Restano inoltre aperti sia il tema del Contratto Integrativo (incontro previsto per il giorno 14 p.v.) che la presentazione del Piano Industriale di Fruendo, di nuovo con il presidente Massacesi, previsto nei prossimi giorni.