Dipartimento Fondi Pensione – NEWS marzo 2023 (1)

ASSEMBLEE SOCIETARIE:

Le politiche di  voto, le remunerazioni dei manager

La politica di voto del fondo pensione Cometa

Articolo di Vitaliano d’Angerio – Sole 24 ore del 2/3/2023

Dal sito: esgnews.it

Cometa si avvicina alla stagione delle assemblee societarie annunciando l’intenzione di votare in circa 200 assemblee societarie quotate per sostenere i diritti dei lavoratori sulla base dei princìpi fondanti il Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori metalmeccanici.

Il Presidente Riccardo Realfonzo annuncia il voto il voto contrario ai compensi dei manager alle assemblee di Siemens e Compass. Un impegno concreto in difesa dei lavoratori e dell’ambiente, applicando i valori condivisi nell’industria metalmeccanica italiana.

L’attività è già partita: nei giorni scorsi, il fondo ha infatti partecipato alle assemblee di Siemens, Compass Group e Deere & CO. In Siemens AG, Cometa è intervenuto in particolare su due punti all’ordine del giorno esprimendo in tutti i casi voto contrario alle proposte avanzate, con l’obiettivo di sostenere:

– L’equità retributiva, opponendosi ai compensi totali corrisposti al Ceo, che superano significativamente le pratiche del settore e del mercato in termini di rapporto con i salari medi dei dipendenti del gruppo;

– La tutela della salute dei lavoratori, votando contro la proposta da parte del Consiglio di Sorveglianza di eleggere, quale nuova componente indipendente, Martina Merz, che dal 2019 è Ceo di Thyssenkrupp, azienda che è stata, e continua ad essere, coinvolta in gravi controversie relative alla tutela dei diritti dei lavoratori.

Per quanto riguarda Compass Group, Cometa in Assemblea ha espresso voto contrario rispetto ai compensi totali corrisposti al Ceo nell’esercizio 2022, significativamente superiori alle pratiche del settore e del mercato, dal momento che risultano pari ad oltre 300 volte i salari medi dei dipendenti del gruppo.

Scarica l’articolo de Il Sole 24 Ore

Retribuzioni non Esg? Allianz voterà contro

Dal sito: www.eticanews.it

Allianz Global Investors ha annunciato che quest’anno inizierà a votare contro le grandi società europee che non hanno integrato le metriche di performance Esg nelle policy retributive dei dirigenti. E dal 2024 voterà contro le aziende ad alte emissioni che non hanno obiettivi e strategie Net zero o disclosure climatiche credibili.

La retribuzione dei dirigenti legata ai Kpi ambientali, sociali e di governance (Esg) sta diventando sempre più un “must have” per le società in cerca d’investitore. Lo dimostra l’ultima mossa di Allianz Global Investors che, dopo aver rilevato come le proposte relative alla compensazione dei vertici sia stata l’area più controversa quest’anno a livello globale, ha messo in guardia le large cap europee che non si sono ancora dotate di policy di remunerazione del management adeguate.

Nel 2022 Allianz Global Investors ha partecipato a 10.205 assemblee degli azionisti a livello globale e ha votato oltre 100.000 proposte. Secondo i dati sul proxy voting che ha pubblicato, il gestore ha votato contro, ha rifiutato o si è astenuto in almeno un punto all’ordine del giorno nel 69% di tutte le riunioni. La compensazione dei team di management è stata la principale causa di disaccordo. AllianzGI ha votato contro il 42,9% delle risoluzioni in materia di compensazione proposte dalla direzione. Nello specifico, negli Stati Uniti ha votato contro il 77,8% delle risoluzioni relative alla remunerazione; a Hong Kong ha votato contro il 56%; in Italia contro il 51%; in Spagna il 48%; e in Germania contro il 47%.

Articolo completo su: www.eticanews.it 

Fondo BCC/CRA: avviato un processo di engagement con le partecipate

Dal sito: www.mondoinstitutional.com

L’obiettivo, in coerenza con la Politica di Impegno, è definire pratiche sempre più in linea con gli obiettivi di sostenibilità.
“Coerentemente con quanto stabilito nella Politica di Impegno adottata, il Fondo ha avviato un graduale processo di engagement e di dialogo con le partecipate al fine di contribuire, nel medio/lungo periodo, alla definizione di pratiche sempre più in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Lo sottolinea il Fondo Pensione Nazionale per il Personale delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane (BCC/CRA)
ll Fondo pensione comunica inoltre che nell’ambito di questo processo, le proprie attività per l’anno 2022 hanno riguardato l’esercizio del diritto di voto, ritenendo la partecipazione assembleare un utile strumento di monitoraggio degli investimenti. Le modalità di voto sono state definite sulla base di quanto disciplinato dalla Politica di Impegno.

Notizia completa su:  www.mondoinstitutional.com

Politica di impegno fondo BCC/CRA: www.fondopensionebcc.it 

Gestori, ora la retribuzione passa dagli indicatori Esg

Le metriche green in base alle quali sono parametrati i compensi variano per società, i più coinvolti sono i team di gestione tra cui anche gli analisti e i vertici delle società.
di Lucilla Incorvati

Dal sito: www.ilsole24ore.com

L’onda lunga Esg coinvolge anche le retribuzioni degli asset manager. Molte società di gestione hanno infatti deciso di applicare alla propria attività ciò che sempre più spesso chiedono alle aziende dove investono. Axa IM ha annunciato in settimana che a partire dal 2023 (con pagamento nel 2024) allinea alle sue ambizioni Esg la remunerazione differita dei senior executive (circa 400 persone) e nel calcolare il compenso includerà alcune metriche Esg in base all’area di business e alle competenze del dipendente (dall’intensità media ponderata di carbonio al taglio dell’impronta di CO2 aziendale).

Chi è già partito? DPAM, Eurizon, Amundi, Shroders, Allianz GI, Vontobel, UBP.

articolo completo: www.ilsole24ore.com 

Orcel, lo stipendio potrà aumentare del 30% a 9,75 milioni: ok del cda Unicredit

Di Andrea Rinaldi

Dal sito: www.corriere.it

Il cda di Unicredit riunitosi mercoledì 1 marzo ha deciso: lo stipendio del ceo Andrea Orcel per il 2023 può arrivare fino a 9,75 milioni di euro e farne così uno dei banchieri più pagati d’Europa.

Il top manager, arrivato in piazza Gae Aulenti nell’aprile del 2021, quest’anno potrà vedere infatti la sua remunerazione aumentare del 30% nel caso di overperformance della banca. La parte fissa cash del salario di Orcel sale da 2,5 a 3,25 milioni mentre quella variabile in azioni potrà crescere fino a 6,5 milioni nel caso Unicredit batta i target; nel caso invece semplicemente li raggiunga, quella parte di compenso si fermerà a 4,25 milioni e lo stipendio annuale del banker rimarrà a 7,5 milioni come nel 2022. Il 31 marzo toccherà all’assemblea dei soci dare parere favorevole alla delibera del cda.

L’anno scorso l’ok alle politiche di retribuzione e quindi anche al salario da 7,5 milioni passò per poco dato che votò il 54,1% del capitale presente.

Quest’anno però Unicredit ha alle spalle un 2022 record, il migliore degli ultimi dieci anni, con 6,2 miliardi di utili netti e una distribuzione agli azionisti di 5,25 miliardi, con una proposta di dividendo in contanti di 1,91 miliardi e di riacquisto di azioni proprie per 3,34 miliardi. E soprattutto un Cet1 Ratio al 16% ben al di sopra dei requisiti richiesti dalla Bce. Il titolo viaggia ai massimi intorno ai 18 euro.

Articolo completo: www.corriere.it 

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