Certi diritti sembrano scontati.
Spesso, quando se ne dibatte, molte persone sembrano quasi diventare insofferenti, come se si trattasse di discussioni superflue, come si pensasse che non ce ne è bisogno.
Eppure basta allargare lo sguardo, e vedere oltre la nostra (neanche più così tanto) garantista Europa, per rendersi conto che altrove quelle libertà che noi diamo per scontate sono negate, che ancora si combatte per quei diritti di cui sembra così superfluo stare ancora a parlare.
Così, in Iran, le donne manifestano per la loro libertà basilari, dopo l’assassinio di Mahsa Amini, morta a 22 anni per i maltrattamenti subiti dalla Polizia Morale, che l’aveva arrestata perché non indossava correttamente il velo
Alla sua morte ha fatto seguito quella di Hadith Najafi, uccisa a solo 20 anni da 6 proiettili, durante le proteste nella città di Karaj, vicino a Teheran, dopo che era diventata simbolo della protesta a seguito di un video, presto divenuto virale, in cui si legava i capelli prima di una manifestazione.
In Iran vige un regime che opprime le donne e ne viola i diritti, attraverso strumenti quali, appunto, la polizia religiosa o il ministero per la Promozione della virtù e la prevenzione del vizio, che di recente, con il Progetto hijab e castità, ha imposto nuove norme di controllo del corpo delle donne, tra cui l’uso di telecamere di sorveglianza per multare chi non porta il velo.
Ma la violazione quotidiana dei diritti delle donne non avviene solo in Iran.
Non dimentichiamo, infatti, la sistematica cancellazione che il regime talebano sta esercitando sulle donne afghane, costrette a nascondere i loro corpi sotto abiti informi e, spesso, a rinunciare al proprio lavoro o allo studio.
Di fronte a tutto questo l’Occidente resta muto, impotente, mentre è in atto una vera e propria guerra contro i corpi e i diritti delle donne, in tutto il mondo.
La lotta per l’autodeterminazione è dentro, attraverso e oltre i confini nazionali.
Rifiutiamo un’idea di patria che si regge sulla subalternità di donne, sulla negazione di pari diritti, libertà e autodeterminazione.
Per questo riconosciamo esprimiamo solidarietà alle donne iraniane e a tutte le donne che, ovunque nel mondo, lottano per i propri diritti.
Che non vanno mai dati per scontati, ma riaffermati e difesi con determinazione ed orgoglio.
Esecutivo Donne Fisac Cgil Campania