Banco di Sardegna: Riannodiamo le fila

Il sindacato del Banco di Sardegna si è riunito per decidere insieme come affrontare questo importante e delicato momento.

Vi alleghiamo il relativo comunicato

Cogliamo l’occasione per mandare un forte abbraccio ai nostri colleghi coinvolti nella recente rapina di Orune.

La vostra Fisac

Coordinamento  Fisac CGIL Banco di Sardegna

 

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil 6 - Uilca Unisin nuovo logo

Dopo la pausa estiva riannodiamo le fila

Dopo la pausa estiva riannodiamo le fila

Care colleghe e cari colleghi, dopo le ferie estive, si sono riunite le segreterie di coordinamento del Banco di Sardegna per esaminare le problematiche aperte, alcune anche di vecchia data, che
impatteranno in maniera importante sulla nostra azienda.

Il piano industriale 2022-2025 del gruppo Bper, come sapete, prevede una serie di operazioni che vedono interessate società operanti in Sardegna (Numera, Sardaleasing, BCM) e, associate alla
cessione di 8 sportelli al Banco Desio e alla chiusura di filiali, porteranno ad un inevitabile ridimensionamento del Banco. Non lasceremo solo nessuno dei colleghi coinvolti.

In un contesto come quello che si sta delineando, caratterizzato anche dal rinnovo del CDA nel mese di aprile, già dal primo giugno le scriventi hanno richiesto un confronto congiunto con il Presidente e il Direttore Generale del Banco, nel solco della tradizionale dialettica industriale. Ad oggi questo incontro non si è ancora tenuto e, non capendo i motivi di tale ritardo, abbiamo reiterato la nostra richiesta. Attendiamo una pronta e positiva risposta da parte dell’azienda.

Gli altri temi affrontati durante la riunione sono stati:

gli organici, totalmente insufficienti per portare avanti il lavoro ordinario: mancano professionalità, preposti, vicari, gestori imprese. Alcune posizioni attendono da mesi di essere reintegrate anche a seguito di dimissioni di colleghe e colleghi;

  • l’allineamento alle previsioni ottenute in capogruppo sulla contribuzione aziendale al fondo
    pensione per coloro che hanno ancora il 3,25%, mentre in Bper si è arrivati alla percentuale minima
    del 3,90, oggi abbiamo inviato formalmente la richiesta in linea con quanto già fatto dai
    coordinamenti di gruppo;
  • l’adeguamento delle polizze sanitarie e premorienza a quanto previsto in capogruppo dove i premi
    medi pagati per dipendente sono di oltre 1250 euro contro i nostri 450/500.

Abbiamo, in questi mesi, iniziato una discussione sulle materie su esposte ed intrapreso, congiuntamente con l’azienda, un cammino tortuoso addivenendo ad un avvicinamento delle posizioni. Pareva fossimo in procinto di far partire un percorso virtuoso, ma così non è stato.

L’azienda ha cambiato atteggiamento su alcuni punti che ritenevamo conclusi che saranno attentamente valutati dalle OO.SS. sempre nel rispetto reciproco dei ruoli.
Abbiamo letto i comunicati che accompagnano i risultati di bilancio. Tra i toni trionfalistici utilizzati ed il quotidiano vissuto dei colleghi vi è una grande distanza. Pensiamo che non si possano fare accordi a costo zero; l’azienda deve mettere sul piatto della bilancia una parte degli utili che le lavoratrici ed i lavoratori contribuiscono in maniera determinante ad ottenere.
Essendo passati oramai 11 anni pensiamo sia arrivato il momento di mettere mano ad un importante aggiornamento della contrattazione integrativa aziendale del Banco di Sardegna. Aggiornamento,
non rinunce, semplicemente si devono inserire delle nuove previsioni aggiornate con i tempi e che, in capogruppo, hanno già ottenuto.

Nelle prossime settimane inizieremo un giro di assemblee. Abbiamo iniziato con Cagliari il 26 luglio u.s., proseguiremo con Sassari rete e D.G. nelle prossime settimane e poi con le altre zone della Sardegna. Nel frattempo, stiamo pensando ad una iniziativa pubblica da tenersi a Sassari nei primi giorni di ottobre per sensibilizzare le istituzioni, in primis la Fondazione di Sardegna che detiene il 10,40% delle azioni della capogruppo Bper, la politica e le autorità locali sul pericolo che incombe sul Banco e, conseguentemente, sul credito in Sardegna anche alla luce dei probabili trasferimenti di lavorazioni, che attualmente vengono svolte nell’isola, verso altri territori. Non vogliamo assistere inermi ad un progressivo impoverimento della nostra azienda determinato da scelte incomprensibili prese a discapito della popolazione sarda in tutte le sue componenti.

Sassari, 05.09.2022

Le Segreterie di Coordinamento del Banco di Sardegna
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

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