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Operazione Carige e non solo: adesso abbiamo l’informativa
Care colleghe e cari colleghi, ci è stata presentata l’informativa sull’acquisizione del Gruppo Carige da parte del Gruppo Bper Banca con contestuali chiusure di sportelli, unitamente anche all’operazione di cessione di 48 sportelli a Banco Desio, compresi 5 nostri sportelli Antitrust in Sardegna (Sassari, Terralba, Iglesias, Nuoro e Alghero) e tre nostri sportelli in penisola (Savona, La Spezia e Civitavecchia).
Dopo 3 anni tumultuosi pare trovare fine l’odissea dei 27 colleghi delle filiali ex-Unipol Banca ed attendiamo l’incontro di questa settimana per darvi aggiornamenti.
Inoltre, è stato comunicato che ci saranno spostamenti di lavorazioni verso quei territori maggiormente impattati dall’operazione. La Sardegna è una regione che dovrebbe cedere attività, non sappiamo ancora quali siano.
All’interno della informativa, sono state richiamate anche altre operazioni che, come saprete, sono state annunciate in sede di presentazione del Piano Industriale 2022-2025: cessione di Numera a Nexi, cessione di Sardaleasing e della piattaforma interna di gestione degli NPL a soggetto esterno al gruppo. Insomma, si vendono i gioielli di famiglia.
Li chiamano deconsolidamenti, ma è evidente l’impatto in termini professionali ed occupazionali.
Già nel mese di aprile abbiamo richiesto un incontro al Presidente e al Direttore Generale del Banco di Sardegna, da effettuare congiuntamente. Attendiamo risposta.
La Fondazione di Sardegna, secondo socio del gruppo con il 10,40%, esprime cinque consiglieri nel Consiglio di Amministrazione della capogruppo. Vorremmo comprendere e capire che posizione hanno assunto quando è stato messo a terra il Piano Industriale.
Non si può fare finta di niente di fronte a questa preoccupante situazione, per la nostra terra e per il Banco. Non assisteremo inermi a scenari che ci relegheranno a comprimari in un gruppo che abbiamo sostenuto nella sua costante crescita negli ultimi vent’anni, contribuendo in termini economici e professionali, anche rispetto ad operazioni di acquisizione che non avrebbero potuto essere fatte senza l’apporto della nostra Banca.
Ci faremo ovviamente sentire nelle sedi istituzionali opportune: vedere il Banco, con tutto ciò che vi ruota attorno, così ridimensionato non è accettabile.
Già gli organici sono ridotti ai minimi termini, non si riescono in certi casi neanche a programmare le ferie, se poi scompaiono anche i posti di lavoro, le filiali e le lavorazioni la beffa diventa doppia.
Dopo la pausa estiva programmeremo assemblee in presenza, proporremmo delle iniziative alle colleghe ed ai colleghi per difendere la nostra azienda e la Sardegna da attacchi che mirano a dividerci.
Solo uniti riusciremo a fare l’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo.
Sassari, 01.08.2022
Le Segreterie di Coordinamento del Banco di Sardegna
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN