Care tutte e cari tutti,
è ormai da più di un mese che nel cuore dell’Europa si combatte una guerra cruenta e sanguinosa che ha già mietuto migliaia di vittime tra i militari ma soprattutto tra i civili inermi; alla memoria di questi uomini, donne e bambini dedichiamo con sincera commozione e partecipazione il numero di Punti di Svista dove abbiamo scelto di raccontare e ricordare il coraggio e la forza delle donne protagoniste di questa buia pagina della nostra storia, perché le nostre coscienze siano sempre vigili e partecipi di quanto sta accadendo a questo popolo martoriato ma che si è dimostrato immensamente forte e valoroso, perché la loro resistenza sia anche la nostra.
Un caro saluto.
La Redazione di Punti di Svista
Ai tavoli della diplomazia di guerra si vedono solo uomini.
Eppure, nella guerra tra Russia e Ucraina, le donne ci sono e rivestono un peso importante. Si trovano in prima linea, tra le file dei battaglioni dell’esercito e negli uffici dei rispettivi governi. Ma appaiono anche nei video e nelle foto diventati virali sui social, diventando senza volerlo simbolo del conflitto: dalla producer della televisione statale russa che ha interrotto il principale notiziario per gridare il suo “stop alla guerra”, alla First lady ucraina che usa la sua popolarità su instagram per raccontare la guerra ucraina e sostenere la resistenza, senza dimenticare le donne armate al fronte. Il loro video per l’8 marzo è diventato virale.”Siamo le donne dell’Ucraina, abbiamo messo al sicuro i nostri figli e ora ci siamo unite ai nostri uomini e all’esercito ucraino” hanno dichiarato con la bandiera alle spalle.
Meno popolari, ma non per questo meno importante, è il “lavoro” del coordinamento femminile che, da un quartiere generale segreto nella città di Kiev, coordinato da ex veterane ucraine, supportano i militari e i civili coordinando le azioni.
Un luogo segreto pieno di elementi tecnici, turni kit, radio e approvvigionamenti vari, presidiato all’esterno da militari donne; donne che prima della guerra si occupavano dei diritti delle donne.Donne che sino a due mesi fa erano impiegate, dottoresse, insegnanti, mamme…..e che oggi difendono il loro paese con tanta dignità e forza, la stessa dignità e forza che ci vuole per lasciare la propria terra per sperare in un futuro per i propri figli senza sapere cosa accadrà domani.
Queste donne rappresentano tutte, ieri come oggi