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COMUNICATO
Come Drogo nella fortezza Bastiani, anche noi scrutiamo l’orizzonte nell’attesa di veder spuntare finalmente i Tartari dal deserto. Quale altra metafora potrebbe rendere meglio la nostra condizione di estenuante attesa di veder concluso positivamente il percorso tracciato dalle ultime trattative sindacali, all’interno del quale con fatica e abnegazione, affrontando temi vitali per la nostra Autorità, sono state individuate soluzioni per una rilevante parte delle diseguaglianze e discriminazioni che segnano la vita lavorativa dei dipendenti di Agcom?
Eppure…
Eppure, il testo firmato dell’accordo, una volta che ha lasciato le nostre mani, è scomparso dai radar ed il suo destino è stato affidato al rincorrersi di imbarazzanti indiscrezioni.
Poi, d’improvviso, la laconica comunicazione dell’Amministrazione del 27 gennaio u.s., che ci informava che il Consiglio ha ritenuto che “non vi fossero le condizioni per ratificare l’Accordo trasmesso alle OO.SS. in data 22 dicembre 2021, ritenendo necessario lo svolgimento di un’accurata verifica sotto il profilo giuridico, economico ed organizzativo”. Se questa era la risposta alla nostra richiesta di chiarezza, non solo non è esaustiva ma è del tutto inadeguata.
E subito dopo è sorta spontanea la domanda: che senso ha la paventata accurata verifica sotto il profilo giuridico, economico ed organizzativo, dal momento che la delegazione trattante di parte pubblica aveva al suo interno i responsabili dei Servizi Giuridico, Personale e Bilancio nonché il Vicesegretario generale? Sembra inverosimile che al Tavolo con i sindacati, nel corso di una faticosissima, delicata e laboriosa trattativa, i partecipanti abbiano messo da parte tutte quelle valutazioni che appartengono al loro agire quotidiano.
Accompagnati dalla perplessità, aspettiamo ancora oggi di sapere (consci solo del fatto che le aspettative dei lavoratori sono state disattese nonostante la partecipazione fattiva e corretta delle OO.SS. ad una trattativa finalizzata a raggiungere un accordo quadro che fornisce una risposta alle molteplici rivendicazioni rimandate da anni) se i Tartari sono in arrivo o meno.
Vi sembra possibile che, per volontà del Consiglio, l’accordo del 23 dicembre, come il gatto del paradosso di Schrödinger, automaticamente si trovi in uno stato simbolico, indeterminato, in cui è sia vivo che morto?
Può il Consiglio compromettere in modo tanto paradossale le aspettative dei lavoratori, distruggendo il risultato di un lavoro, che si è basato sulla corretta interazione tra i vertici e le parti sociali e, di conseguenza, ignorare che tale lavoro era, peraltro, mirato a raggiungere miglioramenti di carattere economico e previdenziale, formativo, di carriera ed organizzativo?
Non ratificare un corposo accordo quadro che persegue queste finalità rappresenta un inedito e pericolosissimo precedente, soprattutto se consideriamo che i sindacati (4 su 5) hanno firmato senza osservazioni quello che l’Amministrazione ha proposto loro, dopo lunga ed estenuante trattativa.
La “non chiara”, quasi nebulosa, decisione del Consiglio su un accordo tanto rilevante, tanto lavorato e tanto condiviso è un atto aggressivo nei confronti delle organizzazioni sindacali, che mira a delegittimare le nostre prerogative perché avviene, con modalità opache, in spregio alla nostra correttezza, buona fede e senso di responsabilità.
Ma il tempo degli interrogativi non finisce qui …
Nel clima di paradossale incertezza che viviamo, ci domandiamo altresì cosa intendesse dire il Consiglio quando, con la stessa laconica comunicazione del 27 gennaio u.s., ha espresso la volontà che l’Amministrazione riprenda immediatamente il confronto con le organizzazioni sindacali.
Potrebbe forse essere diversamente? O si vuole sottintendere che sia possibile in futuro evitare il confronto con le organizzazioni sindacali?
Con rammarico, registriamo che il Consiglio, privo ormai anche dell’alibi della scarsa esperienza che poteva utilizzare come una foglia di fico fino a qualche mese fa, ritiene, sbagliando, che le organizzazioni sindacali debbano solo attendere, mansuete, di sapere se il duro lavoro di trattativa sarà capitalizzato o, malauguratamente, stravolto o addirittura buttato alle ortiche.
Ma purtroppo, vista la delusione negli occhi dei lavoratori, non possiamo in nessun modo restare inermi a tale gravissima situazione. Pertanto, oltre a dichiarare lo stato di agitazione, stiamo valutando ed attivando ogni iniziativa in linea con le leggi ed i regolamenti vigenti, finalizzata a tutelare l’immagine e le prerogative delle organizzazioni sindacali, le legittime rivendicazioni dei lavoratori dell’Agcom e soprattutto l’immagine dell’Istituzione.
En attendant …
RSA AGCOM FALBI – SIBC – FISAC – UILCA