Questa mattina abbiamo avuto un incontro tra le RSA di Banca di Romagna (DIRCREDIT, FISAC,UILCA) durante il quale abbiamo definito la piattaforma per il rinnovo del Contratto Aziendale. Come pattuito tra noi, per il momento, non diffonderemo il documento, che verrà presentato ai lavoratori nel corso di un’assemblea da tenersi nel mese di maggio
Quella sarà anche l’occasione per fare il punto sulla questione CRC/BDR; anche se non esistono ancora atti ufficiali, la settimana scorsa sono state pubblicate due interviste molto significative: quella di Bruno Pieraccini, Presidente della Fondazione di Cesena, al Corriere di Romagna, che ha delineato una fusione tra CRC e BDR (entro l’anno) per poi approdare all’unione anche con CARIM, mentre ulteriori passi (CR RAVENNA) fanno parte più che altro del libro dei sogni e quella di Giovanni Tampieri, attuale Vicepresidente di BDR, al Resto del Carlino, che manifesta oggettiva impotenza degli Amministratori rispetto ai destini della Banca.
Come RSA di Banca di Romagna, abbiamo condiviso la preoccupazione per il futuro della nostra Banca, timori che potranno essere dissipati solamente dopo una seria trattativa di Gruppo, che presuppone però la conoscenza del piano industriale, che per ora latita e che non può limitarsi ad aggregare una Banca in difficoltà e sensibilmente indebitata nel confronti di Cesena. Un piano serio dovrebbe contemplare una robusta ricapitalizzazione del Gruppo ed un’analisi accurata sulla capacità di produrre reddito in quanto non si può sempre contare su prestiti (BCE) a tassi di assoluto favore.
Con soddisfazione, dobbiamo registrare il riposizionamento della UILCA, che prende atto come sia irrealistico condurre una battaglia di opposizione frontale alla fusione e condivide la necessità di concentrarsi sulle tutele per i lavoratori. Più barricadera appare la posizione della Dircredit ma senza concreta convinzione di potere contrastare il processo in atto.
Cordiali saluti.
Lugo, 6.5.2013
Il Coordinatore
(Stefano-Pirazzini)