Carissimi colleghi,
il periodo è estremamente complicato. Stanno succedendo tante cose dentro e fuori la nostra azienda. La questione green pass vive di tantissimi e costanti sussulti; ogni giorno si accavallano novità ed è difficile per ciascuno di noi capire esattamente quali siano gli sviluppi.
Sicuramente sappiamo che la situazione socio economica del paese è estremamente delicata. Il livello di tensione si sta alzando sempre più ed è oramai lontano il momento in cui abbiamo pensato che la pandemia potesse instillare nella società un forte senso di solidarietà.
Alcuni invece soffiano sulla tensione e provano ad alzare lo conflittualità tra le persone. Alcuni lavorano alacremente affinché non ci si ascolti tra di noi, ma ci si insulti.
In questa strategia ritroviamo anche l’assalto alla CGIL, iniziato prima sui media, poi terminato con la violenza fisica che abbiamo subito.
Non siamo impauriti. L’imponente manifestazione pacifica di sabato ne è la dimostrazione. Il sindacato nasce per tutelare i più deboli. Ma la democrazia vive dell’ascolto reciproco e del rispetto dell’altrui opinione.
In questo contesto nazionale si muovono le banche che stanno approfittando di ottimi bilanci e del periodo pandemico per fare importanti operazioni industriali. Monte dei Paschi, BNL, Intesa, Carige, Unicredit e tante altre aziende sono interessate da un numero enorme di operazioni straordinarie che, come sappiamo, tendono ad abbattersi sulla condizione di vita dei propri lavoratori.
Il Gruppo Bper ed il Banco di Sardegna non sono da meno.
Il Gruppo come sapete ha annunciato una manovra sul personale. Stiamo avendo un confronto per ora basato sulla richiesta di dati e specifiche tecniche per poter meglio inquadrare il fenomeno. Ma dobbiamo ammettere che fare dei ragionamenti sulla prospettiva del nostro gruppo in assenza del piano industriale è alquanto complicato.
Lo scorso piano industriale ha permesso, con nostro immenso piacere, l’ingresso di centinaia di ragazzi in azienda, ma il rapporto 1 a 2 ha comunque impoverito fortemente i nostri uffici. Al momento tantissimi di noi lavorano in piena emergenza, con organici al lumicino e poco tempo per la formazione ed autoformazione.
Il continuo e rimandato investimento massiccio sulle procedure ci obbliga ad una quotidiana corsa ad ostacoli per soddisfare i bisogni del cliente esterno ed interno. Le sollecitazioni commerciali aziendali continuano imperterrite a dispetto della scarsità degli organici e degli accordi sulle politiche commerciali.
Tanto è lasciato alla buona volontà dei lavoratori, senza una necessaria visione prospettiva ed una chiara politica di crescita professionale dei colleghi.
In questo contesto il sindacato del Banco e del Gruppo Bper sta portando avanti delle difficili interlocuzioni per poter portare dei risultati che soddisfino le esigenze dei colleghi che vogliono giustamente andare verso la pensione, di coloro i quali potrebbero essere assunti in futuro e dei colleghi che rimarranno nei prossimi anni e che non possono vedere le proprie prospettive ancora più impoverite.
Nel frattempo, nonostante le nostre osservazioni, l’azienda sta andando avanti in maniera unilaterale sulla questione smart working. E’ stata diramata la circolare che norma lo smart working ordinario, consci che la possibilità di fruire dello smart working emergenziale terminerà il 31/12/2021, contestualmente con il possibile termine del periodo emergenziale. La rete non è al momento coinvolta, mentre vari colleghi (che lavorano al di fuori delle filiali) saranno interessati dalla sottoscrizione dell’Accordo individuale in materia di smart working (lavoro agile).
Vi invitiamo a contattarci per qualsiasi necessità
Siamo sempre insieme
la vostra Fisac CGIL
Coordinamento Fisac CGIL Banco di Sardegna