Al via l’attività del Dipartimento Fondi Pensione

Con l’obiettivo di dare un fattivo contributo alla nascita del nostro nuovo Dipartimento ci siamo posti diverse questioni, le prime due sono state: 1 – perché? e 2 – per chi?

Nei nostri settori sono presenti diverse forme di Fondi, quasi tutti ascrivibili ai cd. “Fondi Preesistenti” (cioè nati prima della nascita dei Fondi negoziali avvenuta nel 2005 con la Legge 252) e che molto spesso sono dotati di personalità giuridica.

Queste forme (nello specifico sono 235 a fine 2019) rappresentano, in termini di aderenti, più di 517.000 lavoratori dipendenti (con più di  646.000 posizioni aperte) ed hanno un patrimonio (il cd. ADP) che sfiora i 67 mld. superando di ben 6 miliardi il patrimonio dei Fondi Negoziali. 

Possiamo quindi sostenere che una parte consistente di questi iscritti e di questo patrimonio risiede nelle Forme di Previdenza dei Gruppi Bancari ed Assicurativi, dove spesso operano Amministratori eletti su proposta delle OOSS e dove le scelte gestionali diventano determinanti, come determinante diventa l’adesione alla Previdenza Complementare.

E quindi perché?…

Il nostro Paese, similmente all’intero mondo industrializzato, sta vivendo da decenni ormai una straordinaria stagione di allungamento della vita media umana, questo è il frutto della ricerca medico scientifica ed in definitiva, del miglioramento delle condizioni sociali, di vita e di lavoro. Ma questo positivo status si è dimostrato sempre meno sostenibile dal punto di vista previdenziale, se é infatti vero che viviamo sempre più a lungo é altrettanto vero che lasciando invariato il momento del pensionamento avremmo determinato un aumento incontrollato della spesa pensionistica a carico delle giovani generazioni. Da qui la necessità di riformare da una parte i requisiti di accesso al pensionamento per renderli coerenti con la più lunga vita media italiana, dall’altra le modalità di incremento del montante pensionistico di ciascuno di noi.

Scegliere di aderire alla Previdenza Complementare vuol dire, certamente almeno, darsi l’opportunità di far crescere in modo determinante, più efficiente ed efficace, il montante a disposizione al momento dell’accesso al pensionamento.

Al di là delle agevolazioni fiscali riconosciute a chi aderisce ad un Fondo Pensione, su cui é attualmente in pieno svolgimento un dibattito di riforma, l’adesione alla Previdenza Complementare costituisce per un lavoratore il miglior modo ad oggi riconosciuto di integrare la pensione pubblica che avrà, per le richiamate dinamiche demografiche di cui sopra, natura sempre meno generosa rispetto a quanto visto dai nostri genitori e dai nostri nonni.

…E poi: per chi?

A domanda così netta si potrebbe rispondere in modo altrettanto netto: a tutti coloro che hanno a cuore il proprio futuro e che vorranno mantenere il proprio tenore di vita anche quando saranno pensionati in presenza di una pensione pubblica, come detto, sempre meno generosa.

Ammesso che sia eventualmente possibile mettere in dubbio la convenienza dell’adesione alla Previdenza Complementare per i lavoratori interessati da sistema pensionistico retributivo (ove mai siano ancora presenti nel sistema produttivo del nostro Paese), è invece indubbio che per i giovani lavoratori e tutti coloro appartenenti al sistema pensionistico misto e/o contributivo tale adesione sia per lo meno opportuna. Come ognuno può verificare da sé, nei prossimi anni, sempre più il tasso di sostituzione (il rapporto cioè tra l’ultima retribuzione e la prima rata di pensione pubblica) avrà un trend discendente verso il 50% (per le dinamiche introdotte dalle varie riforme previdenziali di questi ultimi 25 anni in poche parole, ad esempio, fatto 1000 euro l’ultimo stipendio, la prima rata di pensione sarà presumibilmente di circa 500 euro). L’invio da parte dell’INPS, negli scorsi anni, della cosiddetta “busta arancione” contenente i dati di contribuzione passata (e ipotizzata come costante anche per il futuro) unitamente alla data ipotetica di pensionamento va letta proprio nel senso della maggiore consapevolezza che ciascuno di noi deve avvertire in merito al proprio futuro previdenziale.

Alla domanda “per chi?” pare ovvio inoltre rivolgersi quindi a tutte e tutti coloro si trovano a rivestire incarichi nell’ambito delle forme di previdenza presenti in categoria, insieme a quanti possano essere interessati alla materia.

Dando vita a questo nuovo Dipartimento abbiamo voluto mettere a fattore comune conoscenze ed esperienze che molti di noi hanno maturato in anni di attività come amministratori all’interno dei fondi pensione sia per metterle a disposizione della nostra Organizzazione Sindacale sia con il fine di creare le condizioni necessarie, in termini di competenze, tali da assicurare, con continuità, la nostra presenza all’interno della “governance” nel mondo della Previdenza Complementare anche in futuro; ciò che sempre più vorrà dire amministrare con competenza e giustizia, nell’ambito del contesto giuridico nazionale ed internazionale delineato, il futuro dei lavoratori e del Paes

Informazione, condivisione, formazione queste le parole chiave sulle quali cercheremo di lavorare. Non esitate a contattarci per scambiarci idee, opinioni, problematiche.

Un caro saluto

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