Care tutte e cari tutti,
in questo numero di Punti di Svista ci occupiamo di molestie psicologiche sul luogo di lavoro.
Un caro saluto
La redazione di Punti di Svista
Come anticipato sullo scorso numero della nostra newsletter, oggi parliamo di quando si verifica una “molestia psicologica”
Innanzitutto, deve essere distinta dai problemi relazionali e dai conflitti tra due persone. I conflitti si verificano in ogni luogo di lavoro e possono risultare a volte, anche costruttivi.
Si tratta, invece, di molestia psicologica quando un/una collega o un gruppo di colleghe/i hanno comportamenti opprimenti nei confronti di un altro lavoratore o lavoratrice individuati come vittime, provocando danni permanenti con conseguente riflesso sulla sua situazione psico-fisica e morale.
Si colloca a metà strada tra il mobbing e il semplice stress occupazionale. Mentre nel mobbing l’abuso è sistematico, nella molestia psicologica le vessazioni possono essere intermittenti, quindi sono anche più difficili da mettere in relazione tra loro e da denunciare.
Tra i comportamenti scorretti: le offese, le umiliazioni, le minacce, le critiche continue, l’esclusione da eventi sociali o pause caffè o l’assegnazione di una mole di lavoro eccessiva.